Cronaca da pareggio annunciato

(...) Qui la cronaca ha ceduto alla parsimonia! Il cronista ha scordato quasi tremila dentro al Carlo Felice con gli altri mille e più che premevano fuori. Ha anche dimenticato i pacifici dimostranti (guai a chiamarli squadristi) precettati dalla sinistra, non politicamente corretta, che si dilettavano nel lancio delle fioriere e nell’«esproprio proletario» delle bandiere nemiche.
Certo, il cronista in occasione del comizio di Fassino e compagni, non poteva parlare di quello che non c’era. Infatti i liberali non disturbano i comizi, non lanciano pietre, non insultano, non fanno quello che il cronista ha narrato in occasione del comizio di Berlusconi. Nemmeno uno striscione contro? Tutto liscio per Fassino? Come mai? Perché questa differenza di trattamento? Il cronista non ha l’obbligo di porsi interrogativi, ma di dare conto di ciò che è successo. Perché a Fassino nessuno ha recato disturbo? Per Berlusconi il trattamento è stato diverso. Forse la differenza sta proprio in questo. C’è chi gli avversari li rispetta e c’è chi gli avversari li insulta e li aggredisce.
Non è una differenza da poco!
*vice presidente Camera
dei Deputati