Gli 007: "Speculazioni mettono a rischio operazioni delicate"

Gli apparati di Intelligence: "Certe ricostruzioni giornalistiche possono innescare una sorta di corsa al rapimento"

Si sono trincerati dietro a un "nulla da dichiarare" le fonti di Intelligence interpellate dopo quanto pubblicato dal Guardian in merito al presunto pagamento di un riscatto per Bruno Pellizzari, rapito in Somalia nel 2010 e rilasciato due anni più tardi.

"Sono in corso attività delicate -hanno aggiunto i servizi segreti - riguardanti gli altri sei italiani ancora in ostaggio nel mondo, che potrebbero essere messe a rischio da speculazioni, sensazionalismo e ricostruzioni senza fondamento".

In questo momento serve "senso di responsabilità" nel trattare di vicende così delicate, considerato che ci sono operazioni in corso ed è in gioco la vita di nostri connazionali.

Negli stessi ambienti si ribadisce che i servizi "non sono un bancomat" e che con questo tipo di ricostruzione si rischia di innescare in aree a rischio dinamiche dello stesso tipo e di elevare, in sostanza, la possibilità di sequestri di italiani.

Sul caso Pellizzari, si sottolinea, la posizione è quella espressa a suo tempo ufficialmente dall'autorità politica, e che "non c'è nulla da aggiungere". Il ministro degli Esteri dell'epoca, Giulio Terzi, aveva escluso che l'Italia avesse pagato un riscatto.