Le 72 emergenze che il pianeta dimentica

Il Parlamento della Repubblica polacca ha dato una lezione ai Parlamenti del mondo sui quali dovrebbero essere i problemi cui dedicare la massima attenzione. Se ne parla poco di questi problemi, come se fossero di secondaria importanza. A questi problemi si dà il nome di «Emergenze planetarie», che non sono due o tre bensì 72. Dalla soluzione di questi problemi dipende il futuro dell'umanità.

La prima emergenza riguarda l'acqua. Questa emergenza ne genera ben 4. La prima riguarda la protezione delle sorgenti naturali; la seconda riguarda le ricerche di nuove sorgenti; la terza è il problema della desalinizzazione; la quarta le tecnologie necessarie per la sua conservazione senza pericoli di inquinamento. Le previsioni sul futuro portano a concludere che l'acqua diventerà più preziosa del petrolio. Ecco un esempio di come una emergenza ne generi ben 4.

Se prendiamo in esame l'energia essa ne produce ben 5 di emergenze. Anzitutto la produzione che può essere chimica (petrolio e simili), e nucleare (quindi da fissione o da fusione). Poi ci sono i problemi delle energie rinnovabili; quelli della distribuzione in cui bisogna ridurre drasticamente le perdite e infine lo studio delle tecnologie per conservare senza troppi sprechi questa fondamentale sorgente di benessere. È il corretto livello di energia pro-capite che permette una buona qualità di vita per ciascun abitante del pianeta. Conclusione: l'energia genera ben 5 emergenze planetarie.

Se prendiamo in esame il problema dei cambiamenti climatici vengono fuori altre 5 emergenze planetarie. La prima riguarda le strutture matematiche in grado di simulare correttamente il motore meteorologico. La seconda sta nei dati sperimentali necessari al fine di verificare la validità delle previsioni meteorologiche. La terza sta nel capire l'origine dei sistemi nuvolosi; l'effetto dei raggi cosmici e come legare il cosiddetto Now-Casting (e cioè previsioni a breve termine) con le previsioni a medio termine e addirittura con il percorso che la Terra fa nella nostra galassia. Conclusione: vengono fuori ben altre 5 emergenze planetarie.

Un'altra sorgente di emergenze è la produzione di organi artificiali e quella di capire come si passa dalla materia inerte alla materia vivente: dalla pietra alla rondine. Su questi problemi ci sono in gioco decine di laboratori segreti e centinaia di scienziati.

Un'altra sorgente di emergenze planetarie riguarda la cultura del nostro tempo detta moderna, ma di fatto pre-aristotelica. Infatti né la logica teorica rigorosa (meglio nota come matematica) né la logica sperimentale rigorosa (meglio nota come scienza) fanno parte della cultura moderna. Essa infatti continua a ignorare le grandi conquiste della scienza che viene sempre confusa con l'uso della scienza e cioè con la tecnica. Insegna San Giovanni Paolo II che l'uso della scienza non è scienza, ma tecnica. E la tecnica può essere pro e contro la vita e i valori della nostra esistenza. La cultura moderna è sorgente di ben 8 emergenze planetarie. Sarebbe troppo lungo continuare a discutere tutte le emergenze. Quello di cui dobbiamo renderci conto è la necessità di risolverle al fine di dare un futuro alle nuove generazioni. Al Parlamento di Varsavia è stato preso in esame il progetto mondiale per superare le emergenze planetarie.

Le 72 emergenze planetarie sono l'eredità del XX secolo che ha visto in Europa il pericolo che fossero Hitler o Stalin a dominare il mondo. Abbiamo quasi tutti dimenticato che per ben oltre mezzo secolo l'umanità ha corso il rischio di fare esplodere le 60mila bombe H che c'erano negli arsenali delle due superpotenze Usa-Urss. Nel 1985 a Ginevra, Reagan e Gorbaciov, nel loro storico incontro destinato a evitare che la guerra da fredda diventasse calda, dichiararono solennemente che il nemico numero uno della pace nel mondo erano i laboratori segreti. Era necessario superare le emergenze planetarie. Fu così che lo spirito di Erice entrò nel cuore della cultura mondiale, dando a tutti i popoli (EstOvestNordSud) la speranza che le 60mila bombe H ciascuna da un milione di tonnellate di tritolo equivalente - potessero finalmente essere smantellate. A conti fatti la potenza esplosiva su cui l'umanità ha dormito per ben 50 anni era equivalente a 10 tonnellate di tritolo pro-capite (incluse donne, bambini, anziani, nessuno escluso). Adesso bisogna evitare il ripetersi del sonno planetario: ricominciare a dormire per un altro mezzo secolo sulle 72 emergenze planetarie. Se quello che è riuscito a fare il Parlamento della Polonia venisse fatto da tutti i Parlamenti del mondo il progetto per superare le 72 emergenze planetarie potrebbe diventare realtà in tempi brevi. Chiudiamo con una buona notizia: venerdì prossimo si aprirà in Vaticano una sessione plenaria della Pontifical Academy of Sciences interamente dedicata ai temi delle emergenze planetarie.

Commenti
Ritratto di mariosirio

mariosirio

Sab, 26/11/2016 - 11:14

Lascia fare. Fosse stato per hitlerbe stalin non avremmo tutte queste emergenze.

duca di sciabbica

Sab, 26/11/2016 - 12:30

spero di ricordare bene, ma non era Zichichi tra coloro che negavano l'esistenza di una emergenza climatica, come propaganda di una scienza antiumana (e lui per antiumana vuol dire "anticattolica") e influenzata dalla massoneria?

ohibò44

Sab, 26/11/2016 - 12:50

Ohibò, ma come si permette di evidenziare i problemi e indicare la strada per la loro soluzione senza penalizzare gli esseri umani? Desalinizzare l’acqua, cercare nuove sorgenti? Ma è pazzo? Il problema si risolve non lavandosi e non tirando lo sciacquone, lo sanno anche i bambini. Fulco Pratesi docet.

ammazzalupi

Sab, 26/11/2016 - 12:55

Grande ZICHICHI. Anzi... stratosferico!!! Lunga vita a te.

josefa

Sab, 26/11/2016 - 14:56

condivido tutto l'articolo del Prof. Zichichi. Non può non essere così. D'altra parte, prevenire, studiare, controllare, correggere, conservare, ecc., è cosa ben più difficile che gestire ordinariamente le varie emergenze che si presentano di volta in volta. Ergo, l'umanità tende a fare ciò che apparentemente è meno faticoso senza progettare il futuro ... Poveri noi!

fisis

Sab, 26/11/2016 - 15:05

@duca di sciabbica Il prof. Zichichi non ha "negato l'emergenza climatica", ma semplicemente sostenuto - qui come in altre occasioni - che, allo stato attuale dele conoscenze, non esitono modelli matematici che permettano predizioni scientificamente affidabili sul clima terrestre a breve (quante volte queste risultano sbagliate, come ben sa l'uomo della strada?) o medio termine, figuriamoci di quelle a lungo-lungissimo termine, come pretenderebbero invece gli assertori fideistici del riscaldameno globale.