Accanimento terapeutico vs diritto alla vita: il caso della piccola Marwa divide la Francia

Il caso di Marwa, 15 mesi, tenuta in vita artificialmente: i medici vogliono staccare la spina, i genitori si oppongono. Deciderà il Consiglio di Stato

Per i medici è accanimento terapeutico. Per i genitori della piccola Marwa, mantenuta artificialmente in vita, anche i disabili hanno diritto di vivere. Il caso è finito al Consiglio di Stato che oggi dovrà prendere una decisione.

Era il 25 settembre 2016 quando Marwa Bouchenafa, una bimba di 15 mesi di origine algerina, viene portata all'ospedale di Marsiglia in condizioni gravissime. Un raro enterovirus le ha provocato danni neurologici "gravi e definitivi". La piccola finisce in coma: a tenerla in vita è una macchina che la nutre e respira per lei.

Per i medici non c'è più nulla da fare: vogliono staccare la spina. Ma i genitori si oppongono e fanno ricorso al tribunale amministrativo di Marsiglia contro la decisione dei medici: "Non perdiamo la speranza" dicono, chiedendo che le cure vengano prolungate. E il tribunale delibera in loro favore.

Dieci giorni dopo, Marwa migliora. Apre gli occhi e sembra riconocere e reagire alla voce dei genitori. La mamma Anissa, 44 anni, ha raccontato alla stampa francese che la bambina la "segue con gli occhi, muove le mani, i piedi, il tronco", anche se i movimenti sono piccoli e difficoltosi. "Risponde alla mia voce e a quella di suo padre", insiste la donna.

Ma per il personale medico la piccola ha subito danni irreversibili al cervello e non potrà avere una vita normale: sarà costretta a letto per sempre e dovrà vivere attaccata ai respiratori e ai sondini per alimentarsi. L'ospedale ha così deciso di portare il caso davanti al più alto tribunale amministrativo del Paese, il Consiglio di Stato, sostenendo che quella dei genitori di Marwa sia una "irragionevole ostinazione". ll padre ha detto di essere "consapevole che Marwa ha un handicap non curabile, ma lo accettiamo. Lei e tutti i disabili hanno il diritto di vivere". Il Consiglio di Stato si riunirà oggi pomeriggio, in un’udienza a porte chiuse, per prendere una decisione sulla vicenda.

Nel frattempo, come riporta il Corriere della Sera, Mohamed Bouchenafa ha creato una pagina Facebook "Mai senza Marwa" (Jamais sans Marwa), su cui condivide le immagini della sua bambina e i progressi registrati. La pagina, che ha raccolto migliaia di manifestazini di solidarietà, è seguita da oltre 90mila utenti e i video che il papà posta superano ogni volta le 60mila condivisioni. On-line sta girando anche una petizione per "non staccare il respiratore" che tiene in vita la bambina e che a oggi ha raggiunto 240mila firme. Nice Matin ha riportato che sono stati raccolti 8 mila euro attraverso una raccolta fondi per aiutare i genitori a sostenere le spese legali.

La coppia, racconta Le Parisien, risiede a Nizza, ma da qualche mese vive in una residenza per i parenti di malati lungodegenti, a poche centinaia di metri dall’ospedale Timone, a Marsiglia. Attraverso la pagina facebook, Mohamed Bouchenafa ha espresso "un grande ringraziamento alle persone che sostengono la mia piccola principessa". Anche la madre è determinata e fa sapere di essere pronta a "combattere fino alla fine. Se necessario andremo fino alla Corte europea per i diritti dell’uomo", ha concluso battagliera.

Commenti

MEFEL68

Gio, 02/03/2017 - 17:17

L'amore dei genitori per questa povera bambina è troppo intimo per poter essere commentato. Quando sarà in grado di capire sarà lei a decidere se vivere o farla finita. Anche in quel caso la sua volontà dovrà essere rispettata senza commenti.

ohibò44

Gio, 02/03/2017 - 17:25

Mantenerli in vita costa troppo ed è inutile perciò interrompiamo la loro esistenza. Questo sarà il welfare progressista dei prossimi decenni, in Svezia e Olanda è un ‘target’ che sarà presto raggiunto

Mechwarrior

Gio, 02/03/2017 - 18:04

Quando uno stato decide se uno/a deve vivere o morire mi viene lo scorbuto!!!! forza Marwa non mollare!!!!!!!!!