"Affascinati dall'eco", lo studio sulle pitture rupestri

Secondo un'équipe che ha lavorato in due antichissimi siti di Francia e Italia, i nostri antenati dipigevano le rocce perché affascinati dall'eco

Forse è stato svelato uno dei più affascinanti misteri della preistoria, quello delle pitture rupestri sparse in Europa o, almeno, nell'area mediterranea. Secondo lo studio di un’équipe archeologica, i nostri antenati dipingevano nelle caverne perché attirati dal fenomeno dell’eco.

I risultati di uno studio condotto nel sito in Francia di Baume Brune e in quello italiano di Valle d’Ividoro in Puglia, avrebbe dimostrato come le popolazioni del neolitico, vissute nel periodo che va da 5mila a 6.500 anni fa, avessero scelto di decorare, nelle caverne, quelle pietre che riflettevano il suono, dando origine proprio all'eco.

Come riporta Science News, che cita la pubblicazione dello studio sul Journal of Archaeological Science, gli studi audiometrici effettuati sulle rocce che presentavano disegni e decorazioni hanno dato risultati interessanti. Nei siti presi in esame, infatti, non tutti i massi risultavano dipinti. Anzi, erano davvero poche le testimonianze di antiche pitture rispetto al numero di pietre “disponibili”. Per quale ragione? Forse questa è stata scoperta e risiede tutta nelle particolari proprietà acustiche di alcune rocce rispetto alle altre.

L’esperimento è stato realizzato con l’allestimento di microfoni, rilevatori acustici e grazie all'utilizzo di alcuni palloni. L’esito è stato sorprendente: le pietre decorate, infatti, sono risultate “riflettenti”, quelle che rimandavano indietro le onde sonore. A differenza, invece, di quelle che invece non erano state prese in considerazione da quegli antichissimi artisti della tarda età neolitica, di quasi sei millenni fa.

Gli esiti di questo studio, condotto dall'équipe guidata dall'archeologa spagnola Margarita Diaz Andreu dell'università di Barcellona, sono interessantissimi e adesso aprono il campo a tutta una serie di affascinanti ipotesi. Quelle che appaiono maggiormente esplorabili sembrano andare nel senso di un afflato religioso dietro le ricerche delle rocce "giuste" che magari sembrerebbero confermare le teorie secondo cui queste popolazioni ritenevano che i suoni misteriosi "riflessi" dalle pietre fossero la voce degli spiriti che lì abitavano.