Anche gli emigrati italiani dicono "no" ai profughi

L'associazione internazionale Trevisani nel mondo: "Non possiamo accettare sempre nuovi clandestini"

Quante volte la sinistra, nelle dirette tv e sulle pagine dei giornali, hanno ripetuto fino allo sfinimento (dei lettori) che anche gli italiani sono stati profughi, che bisogna ricordarci dei nostri connazionali che con le grandi navi e la valigia di cartone andavano in America a cercare fortuna. Motivi, questi, sufficienti per obbligare l'Italia ad accogliere tutti i profughi che arrivano dall'Africa.

Ce lo hanno raccontanto in tutte le salse. Eppure quelli che su quelle navi sono andate, che hanno cercato e trovato fortuna all'estero, non la pensano così. Anzi, l'esatto contrario. Don Canuto Toso, infatti, il presidente dell'Associazione internazionale "Trevisani nel mondo", durante il raduno con circa tremila trevisani che da ex emigrati sono ora rientrati in Italia, si è scagliato contro l'accoglienza indiscriminata degli immigrati.

"Oggi diciamo no - ha detto ai concittadini - non possiamo accettare sempre nuovi clandestini che si camuffano da rifugiati politici". CHiaro. E lo ha detto di fronte a chi è stato dalla parte dei "profughi", emigrati anche loro in un Paese straniero, spesso lontano migliaia di chilometri da casa.

Gli ha fatto eco il presidente del Veneto Luca Zaia, che sul prato dell'altopiano del Consiglio ha ricordato che "non c'è veneto che non ospiterebbe mamma o bambino in difficoltà, ma qui stiamo accogliendo di tutto". E poi ha aggiunto: "Non si dica che i veneti sono razzisti". Tutt'altro. Zaia ha proposto di fare corridoi umanitari in Africa per far arrivare in Europa solo chi veramente scappa dalle guerre.

Come riporta LaTribuna, alle sue parole hanno annuito anche gli ex emigrati. Che evidentemente non la pensano come la sinistra, ma sono più pragmatici: un Paese non può ospitare tutti gli immigrati che vogliono entrare. Loro lo sapevano e si adattorono. Ora chiedono a gran voce che il governo non faccia accoglienza indiscriminata.

Commenti

cgf

Lun, 27/07/2015 - 16:05

Esiste una sostanziale differenza tra emigrare passando dalla porta principale con l'intenzione di darsi da fare per guadagnarsi da vivere ed entrare clandestinamente e pretendere di essere accolti. NO non è razzismo, ma dura realtà.

ziobeppe1951

Lun, 27/07/2015 - 16:06

Questi sanno veramente il significato di migrante e clandestino

unosolo

Lun, 27/07/2015 - 16:46

forse con le manifestazioni contro l'arroganza di gettare persone senza avvisare sindaci comincia a funzionare , incompetenti , bastava avvisare sindaci magari imponendo l'inserimento nei lavori sociali con in cambio vitto e alloggio , forse si riusciva ad evitare la pretesa dei migranti di avere tutto senza contro partita , il lavoro deve essere davanti all'accoglienza altrimenti tornano indietro , intendiamoci con un numero di persone concordato con i sindaci non come ora a decine e senza avviso..

Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Lun, 27/07/2015 - 17:18

Non sono profughi: sono invasori!

Rossana Rossi

Lun, 27/07/2015 - 17:23

Chi si ostina a fare paragoni con i nostri emigrati fa solo della stupida demagogia. Sì, anche noi si emigrava, ma come? Con perfetta salute, con una chiamata da parenti, con un posto di lavoro già stabilito, con controlli a non finire, con quarantena iniziale ecc.ecc. Che i cretini rossi non vengano a dire che tutta la marmaglia incontrollata che arriva da noi ha gli stessi controlli, qui c'è solo un gran e vergognoso magna-magna.............

Ritratto di 100-%-ITALIANA

100-%-ITALIANA

Lun, 27/07/2015 - 17:56

BASTAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!! Chi emigra, con regolari documenti di riconoscimento, spesso con "chiamata", x cercare 1 vita migliore e s'adegua agli usi/religione/costumi/credenze/cultura dello stato che l'ospita è 1 emigrante - Chi entra clandestinamente, senza documenti, senza alcuna voglia di lavorare ne di volersi adeguare alla cultura/religione/credenze/usi/costumi e che non solo sfrutta lo stato ospitante ma si comporta da delinquente rubando/stuprando/rapinando/lordando/danneggiando/vandalizzando ed ha atteggiamenti razzisti nei confronti di chi legalmente è cittadino della nazione è 1 clandestino e come tale va sbattuto fuori dai confini nazionali

Anonimo (non verificato)

Ritratto di tomari

tomari

Lun, 27/07/2015 - 18:27

Anche io ho fatto l'emigrante e, guarda caso, il mio cognome è come quello di Don Canuto Toso; però, al confine, mi sono dovuto presentare con PASSAPORTO, CONTRATTO DI LAVORO e, dopo una visita medica,sono potuto entrare nel paese ospitante.

Ritratto di Willy Wonker

Willy Wonker

Lun, 27/07/2015 - 18:42

Posso testimoniare che i nostri immigrati eranno vittime di razzismo vero, spesso violento, non come ora che basta guardarli diversamente o dire che non li si voglia nel proprio comune per disriminati dai stupidi buonisti cattolici e sinistroidi!

Claudio Antonaz

Lun, 27/07/2015 - 18:46

I critici più impietosi del caos e dell'abusivismo immigratorio italiano siamo proprio noi emigrati italiani –"emigranti" come ci chiamano in Italia. Noi infatti, per esperienza diretta, abbiamo una chiara idea delle regole che ogni terra d'immigrazione deve imporre - per non precipitare nel caos (o, nel caso italiano, per non aggravarlo) - sia ai candidati allo status di rifugiato sia ai "migranti-immigranti-immigrati" economici.

guerrinofe

Lun, 27/07/2015 - 18:52

Certo che se l'ignoranza fosse REATO ...; problema risolto!