Anziana tenta di uccidere il marito con topicida:"Sì, sono stata io"

Aveva deciso di sbarazzarsi del marito 80enne con le capsule topicida. Così, una 79enne di Rimini ha rivelato i dettagli del piano diabolico agli inquirenti

“Sono stata io. Non ce la faccio più a portare questo peso sulla coscienza”. Non ha retto più il silenzio l'anziana di 79 anni che, la scorsa estate, aveva tentato di fare fuori il marito invalido con un topicida. Così, lunedì mattina, ha confessato di aver commesso il reato agli agenti della polizia giudiziaria di Rimini che stavano indagando sulla vicenda da ben 11 mesi. Data l'età avanzata, resta in stato di libertà con l'accusa di tentato omicidio pluriaggravato.

Era agosto del 2018. La casa in vendita e due figli in grosso deficit economico. Che fare? A questa domanda non ha trovato altre risposte una donna 79enne di Rimini se non quella di disfarsi del marito invalido e beccarsi l'intera eredità. Solo in questo modo avrebbe potuto risollevare le sorti dei suoi affetti più cari, i figli nati da una precedente relazione matrimoniale. Ma occorreva un metodo rapido, sicuro ed indolore per disfarsi del compagno ottantenne senza destare sospetti in famiglia. Dopo aver vagliato una serie di possibilità, l'anziana ha optato per una soluzione prêt-à-porter: le capsule topicida. I due coniugi, infatti, vivevano in una casa di campagna nel riminese e dunque, è stato abbastanza agevole reperire il veleno per topi. Senza contare che, quando è stato rinvenuto il prodotto nella dispensa del giardino, la donna ha avuto una spiegazione più che credibile da fornire agli inquirenti. Un piano diabolico, insomma, da vero e proprio killer navigato.

Tutti i giorni, per qualche settimana, la non giovane aspirante criminale ha somministrato una delle letali capsule al marito. È stata lei stessa a rivelare i dettagli del piano omicida durante la confessione di lunedì: “Sì, lo ho avvelenato io. Ogni giorno, gliene ne mettevo un pochino nella minestra. Lo facevo per non insospettire nessuno. Se fosse morto all'improvviso, nessuno se ne sarebbe accorto.”. L'omicidio perfetto o quasi...

Nonostante i ripetuti tentavi, infatti, il progetto delinquenziale della donna è andato completamente in frantumi. Il compagno, che lo scorso mese di agosto aveva raggiunto l'ospedale Infermi quasi esangue, è riuscito fortunatamente a sfangarla. Ma, a ragion veduta, ha deciso di non rimettere più piede sotto il tetto coniugale.

Il sostituto procuratore, Luca Bertuzzi, che ha investigato sulla vicenda, ha deciso di denunciare l'anziana con l'accusa di omicidio pluriaggravato ma, data l'età, la donna potrà rimanere in stato di libertà.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Mer, 31/07/2019 - 17:49

Povero marito. Che altro si può dire,oltretutto l'arzilla killer ha pure sfangato la galera,peggio di così,cornuto e quasi ammazzato.

titina

Mer, 31/07/2019 - 17:55

Stato di libertà, ma la casa la lascino al marito. per lei ci sono i ponti. Almeno questo, si può?

nunavut

Mer, 31/07/2019 - 19:58

Ma dai si é sbagliata nella dose del cumadin = warfarin (per topi) tutto dipende dalla dose ingerita.

GPTalamo

Gio, 01/08/2019 - 01:58

In effetti e' un modo molto astuto e pulito per commettere un omicidio. Si tratta di un anticoagulante che porta dopo molto tempo ad emorragie interne, e la diagnosi per un medico non e' facile, a meno che non si effettuano esami specifici sul cadavere. E' cosi' che inganniamo i topi, mouiono dopo molte settimane, e a causa dell'effetto ritardato non riescono a individuare il cibo tossico che li porta a morte.

Tergestinus.

Gio, 01/08/2019 - 09:03

Avete sentito voi questa notizia alla radio? Io no, e la ascolto molto. Provate a immaginare se invece fosse stato il marito ad avvelenare la moglie: per almeno tre giorni in cima a ogni notiziario.