Arezzo rinuncia a date tradizionali della fiera per clienti musulmani

La data canonica di svolgimento della celebre manifestazione fieristica, prevista per il primo fine settimana di maggio, veniva a coincidere con il ramadan, ragion per cui gli organizzatori sono dovuti correre ai ripari: la fetta di mercato più golosa è proprio quella relativa ai paesi di religione islamica. Per non urtare gli americani di religione ebraica si evita anche la pasqua

Anche la celebre manifestazione "Oro Arezzo" deve piegarsi alle necessità della comunità musulmana. E questo soprattutto perché proprio i paesi islamici rappresentano all’incirca i due terzi del totale delle entrate legate alle esportazioni di gioielli e preziosi prodotti nella provincia. In considerazione di ciò arriva lo spostamento di quella che da sempre era stata la data di svolgimento della celebre manifestazione.

Dopo una collocazione iniziale nel mese di settembre, infatti, “Oro Arezzo” aveva trovato definitivamente posto nel primo fine settimana di maggio. Tuttavia la prossima edizione dell’appuntamento verrà a cadere nel weekend compreso fra 6 e 9 di aprile. La modifica del calendario, come accennato, ha alla base profonde motivazioni di carattere prettamente economico.

Le date che erano, come consuetudine, già state programmate, venivano infatti a cozzare contro le esigenze religiose dei principali acquirenti. E ciò per il fatto che coincidessero con quelle di svolgimento del ramadan, periodo di digiuno durante il quale i musulmani hanno difficoltà a compiere azioni normali come viaggiare o spostarsi. La minaccia velata di rinunciare alla manifestazione ha portato gli organizzatori a correre ai ripari ed a rendere alla comunità islamica più agevole e gradito il periodo della fiera.

Come accennato, lo sbocco principale delle aziende di Arezzo che si occupano di questo settore è proprio il mondo islamico. Principale referente continua ad essere l’emirato di Dubai, ma anche la Turchia rimane uno dei clienti più solidi nel mercato delle esportazioni. Senza dimenticare che Hong Kong, secondo nella lista, resta punto di riferimento fondamentale per diffondere e far conoscere i prodotti aretini in altri paesi orientali in espansione economica e di religione musulmana, come Indonesia e Malaysia.

Ecco spiegato perché Arezzo Fiere e Ieg (che ha preso il controllo sia di Arezzo Oro che di Gold Italy) hanno deciso di evitare un possibile tracollo stendendo i tappeti rossi ai principali clienti. La soluzione di retrodatare di un mese l’inizio della fiera è abbastanza radicale. Tuttavia l’opzione della Pasqua (21 aprile il prossimo anno) è stata bocciata per non rendere impervio l’accesso alla manifestazione ad un’altra fondamentale risorsa. Molti buyer e operatori statunitensi sono di religione ebraica, dunque sarebbe stato impossibile proporre una data che coincidesse con questa loro ricorrenza.

Commenti

killkoms

Lun, 12/11/2018 - 22:37

e i cristiani,come sempre,si accodano!