Arrestata perché non riconosceva i matrimoni gay

Negli Usa un'impiegata è finita in carcere perché non accettava le pratiche relative alle nozze gay. Lei si è difesa: "agisco in nome di Dio"

Arrestata perché contraria ai matrimoni gay. Kim Davis, impiegata comunale in Kentucky, è finita in carcere perché, sebbene la Corte Suprema americana americana lo scorso giugno abbia obbligato tutti gli Stati del Paese a celebrare le nozze gay, lei ha continuato a rifiutare le pratiche del suo ufficio che riguardavano i matrimoni tra omosessuali.

"Io agisco in nome di Dio", si è difesa lei invocandosi alla sua religione e ponendola "al di sopra delle leggi". La Davis ha 49 anni ed è stata sposata 4 volte ma di matrimoni tra gay non ne voleva proprio sentire e per questo veniva costantemente contestata da molti attivisti omosessuali davanti ai suoi uffici, nella contea di Rowan. Secondo il suo legale, se lei riconoscesse i matrimoni tra persone dello stesso sesso ,commetterebbe un atto che “echeggerebbe per sempre nella sua coscienza”, mentre per il portavoce della Casa Bianca il giudice che l'ha condannata "ha applicato la legge in maniera appropriata".

Commenti
Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Sab, 05/09/2015 - 11:59

Ma non avrebbero potuto dimettersi?

Tuthankamon

Sab, 05/09/2015 - 13:59

UNA persona retta e cosciente, contraria alle capriole morali di questa società infingarda e perversa!

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 05/09/2015 - 16:55

Do ragione alla donna, perchè mai avrebbe dovuto riconoscere una cosa contro natura? La legge non può imporsi alla coscienza personale e essere contraria ale regole universali.