Incriminati due hacker che rivendevano dati di società quotate a Wall Street

Per anni hanno avuto accesso ai dati della Security and exchanges commission per poi rivenderli ai trader che li sfruttavano per investire in borsa

Due hacker avevano avuto accesso per anni ai dati della Sec, la Commissione per i titoli e gli scambi degli Stati Uniti, e avevano rivenduto questi dati a trader finanziari che li sfruttavano per guadagnare in borsa.

È successo sulle quotazioni di Wall Street, dove i trader finanziari sfruttavano i dati che due hacker fornivano grazie all'acquisizione di importanti informazioni informatiche derivati dai dati della Security and exchanges commission, la Consob statunitense. I due pirati informatici, ora ufficialmente sotto inchiesta, avevano avuto accesso al database per anni e nel tempo si erano creati una nutrita schiera di clienti che giorno dopo giorno si rivolgevano a loro per ottenere dati informatici delle società quotate sul listino statunitense.

Lo riporta Wired, che inoltre spiega che l'indagine sarebbe partita già nel 2017 ma grazie alla conoscenza informatica dei due pirati non era stato possibile trovarli fino a oggi. Infatti, i due riuscivano a celare bene la propria provenienza: addirittura il database sarebbe stato violato già nel 2016 ma le autorità se ne sono accorte soltanto un anno dopo avviando le indagini con Fbi e Intelligence.

L'accusa agli hacker

Il guadagno derivato dalla vendita dei 1.000 comunicati delle società prima di essere pubblicati avrebbero fruttato ai due pirati e ad altre 7 persone circa 4,1 milioni di dollari. Un granellino rispetto al denaro mosso giorno dopo giorno dentro il solo listino di Wall Street. Secondo il procuratore distrettuale del tribunale del New Jersey, che è competente per territorialità, un trader che avrebbe ricomprato quei dati avrebbe guadagnato 270mila dollari in un solo giorno.

Ma che cosa hanno rubato? I pirati informatici erano riusciti ad accedere all'interno dei database della Sec, in particolare avevano avuto accesso a un esclusivo database soprannominato "Edgar" utilizzato dalle società più grandi al mondo e quotate sulla borsa statunitense per poter caricare importanti documenti inerenti la società come: grafici aziendali, bilanci, ricavi trimestrali e così via. Questo processo di caricamento dei documenti sul sistema del Sec avveniva prima dell'effettiva pubblicazione, dunque ottenere dati simili in anticipo significava "prevedere il futuro", una delle doti che in borsa conta tantissimo. Warren Buffet viene chiamato l'oracolo di Omaha proprio perché, grazie alla sua bravura, riesce a prevedere spesso l'andamento dei mercati e a controbattere offerte che lo hanno fatto diventare tra gli uomini più ricchi del mondo.

Questi dati dunque, se messi in mano a gente competente, avrebbero potuto far fruttare bei soldini. Ora i due hacker che hanno compiuto questo attacco attraverso una mail inviata ai dipendenti di Sec sono stati trovati e dovranno rispondere di accuse molto gravi.