Arte moderna e contemporanea le grandi protagoniste a Vienna

Dal 9 al 12 giugno nella storica sede della capitale austriaca. A Milano (Palazzo Amman) ricca esposizione in anteprima dal 13 al 19 maggio

Grande kermesse primaverile per Dorotheum, tra Vienna e Milano. Il primo appuntamento di ampio prestigio, per festeggiare il decimo anno di permanenza nella città meneghina, di una delle più stimate e antiche case d'asta del mondo, sarà a Palazzo Amman, dal 13 al 19 maggio, con una ricca esposizione in anteprima di opere, soprattutto italiane, di arte moderna e contemporanea, oltre a gioielli e orologi di alto pregio.

L'apputamento clou sarà, poi, a Vienna, con l'intensa settimana delle aste che si terrà, dal 9 al 12 giugno, nella storica sede della capitale austriaca.

Ricco di prestigiose presenze l'appuntamento di Milano, con opere di Lucio Fontana, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Paolo Scheggi, Fausto Melotti, Piero Manzoni, Salvatore Scarpitta, Giuseppe Uncini, Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Marino Marini, Dadamaino e Turi Simeti. Tra gli autori stranieri opere di Victor Vasarely, Cy Twombly, Fernando Botero e Georges Mathieu.

«Molto importane l'anteprima milanese - spiega Alessandro Rizzi, esperto di Arte moderna e contemporanea e curatore per Dorotheum dell'importante raccolta che andrà in asta a Vienna - per la ricca presenza di opere di “Pittura Oggetto”, come la definì Gillo Dorfles, caratterizzate dalle tipiche estroflessioni. Molto rara e significativa la tela blu di Enrico Castellani, “Superficie 1960”, apprezzata per la sua eccezionalità. Altre opere di pregio, la scultura in vetroresina, “Rosso”, di Agostino Bonalumi, “Intersuperficie curva-nero”, del 1966, di Paolo Scheggi, il “Concetto Spaziale, Attesa” di Lucio Fontana, “Superficie Bianca” , del 2005, di Enrico Castellani e “Dodici ovali neri”, del 1969, di Turi Simeti. Altro settore di grande prestigio è quello delle sculture di Lucio Fontana con opere come il “Busto di Donna”, terracotta smaltata e dipinta, del 1949, il Crocifisso, ceramica smaltata e dipinta (1955-57) e le due “Maschere”, sempre in ceramica smaltata e dipinta, del 1948-50. Va detto che le ceramiche e le terrecotte di Fontana, negli ultimi anni, hanno raggiunto importanti quotazioni e sono molto richieste sul mercato internazionale. Significativa, poi, per la datazione storica, per il suo carattere compositivo e l'equilibrio contraddistinto da rara eleganza e musicalità, la scultura in ottone “Linee” di Fausto Melotti, del 1961. Vanno anche citate di Giuseppe Uncini, “Ombra di tre travi poggiate” di cemento e legno, del 1973, e due interessanti “Sali” di Pier Paolo Calzolari, oltre a due opere di Michelangelo Pistoletto: una superficie in acciaio laminato a specchio con soggetto di impronta digitale umana ingrandita e la grande “Porta bianca”, 2007 (con Gianna Nannini), un'immagine riprodotta in sublimazione su alluminio, proprio in quanto materiale riciclabile, dal momento che questo lavoro fa parte del progetto “Terzo Paradiso” dove l'autore, partendo dal segno dell'infinito, sostiene l'armonia tra l'uomo e la natura. Qui l'arte visiva si combina con la musica».

La sede di Milano di Dorotheum, negli ultimi anni, è diventata molto importante per la raccolta di opere italiane, soprattutto, di arte moderna e contemporanea, vista la grande richiesta da parte dei grandi collezionisti internazionali di nostri autori. Proprio recentemente, sono state raggiunte quotazioni record a livello mondiale, con opere di Mario Schifano, Paolo Scheggi e Giuseppe Uncini, provenienti dalla sede milanese. Oggi, la casamadre di Vienna è tra le più prestigiose per questo settore dell'arte. E proprio in concomitanza degli importanti appuntamenti di giugno, non mancheranno opere di Ilya Kabakov, Adolf Luther, Otto Piene, Robert Rauschenberg, Günther Uecker e Gerhard Richter.

«Va detto - aggiunge Rizzi - che il mercato dell'arte contemporanea è in forte controtendenza rispetto alla crisi in atto e sta vivendo un periodo di importante effervescenza. Soprattutto l'arte italiana sta incontrando importanti successi e la richiesta da parte dei collezionisti mondiali è in costante ascesa. Non sono da escludere, comunque, i fenomeni speculativi, anche perché oggi l'Arte moderna è considerata da molti, come un'ottima area rifugio nella difesa dei capitali. La sede Dorotheum di Vienna, grazie anche all'opera della filiale milanese, ha intuito questa tendenza ed è diventata, negli ultimi tempi, una delle maggiori piazze di riferimento, per i collezionisti di tutto il mondo».

(www.dorotheum.com;

tel. 023035241)