"È autistico, disturba la lezione": bimbo sospeso dal catechismo

È accaduto in un comune del Feltrino, nel Bellunese, a un ragazzino di otto anni

Sospeso dal catechismo perché autistico. È accaduto in un comune del Feltrino, nel Bellunese, a un ragazzino di otto anni. A raccontare la vicenda è il Corriere delle Alpi, che riferisce anche come, in solidarietà al piccolo, i genitori degli altri bambini che frequentano la stessa classe di catechismo abbiano deciso di non portare i loro figli alla lezione, in segno di protesta. I genitori del bimbo hanno anche scritto al vescovo denunciando la situazione, ma evidenziando anche il fatto che la famiglia è presente, che la mamma accompagna il bimbo nelle occasioni socializzanti, come la dottrina, e che definire "azioni di disturbo" l’iperattività di questo come di altri bimbi con problematiche affini è una pregiudiziale che può sfondare la porta all’intolleranza.

Nelle intenzioni dei genitori c’è anche quella di scrivere a papa Francesco che proprio di recente, alla giornata dell’autismo, ha rilanciato il messaggio dell’integrazione solidale dei soggetti svantaggiati. "Nonostante mi avvalga di tutti i permessi consentiti dalla legge 104 per affiancare e sostenere il mio bambino, già al terzo anno di asilo l’ho dovuto trasferire da quello parrocchiale del mio paese all’asilo pubblico del comune vicino, dove il piccolo si è trovato benissimom, adesso, con il catechismo, quello che lascia noi genitori perplessi, per non dire indignati, è che sia sempre la stessa religiosa che rileva atteggiamenti destabilizzanti in nostro figlio, nel corso delle attività. È vero, la sua iperattività non gli consente un comportamento convenzionale. Ma io ci sono e cerco di farlo ragionare fino a riportarlo a livelli di socializzazione accettabili. E il caso di mio figlio non è sui generis, isolato. Mi risulta che a una ragazzina affetta da grave disabilità psichica non volessero amministrare la comunione".

Commenti

Sapere Aude

Sab, 13/12/2014 - 16:11

Se vogliamo che siano ragazzi come tutti gli altri - com'è giusto che sia - vanno trattati allo stesso modo. Fare adesso i distinguo non serve né a noi né a loro.

Ritratto di marione1944

marione1944

Sab, 13/12/2014 - 17:35

Beh, sappiamo tutti che i Bellunesi sono superiori ... come cretinisia e ignoranza.

rossini

Sab, 13/12/2014 - 17:42

Se, nonostante la presenza della mamma, disturba le lezioni, l'alternativa è che non le segua lui o che non le segua nessuno. E' questo che si vuole? Quanto alla grave disabile psichica, la Comunione deve poter essere capita, non è l'Estrema Unzione che si da ai moribondi. Se uno non può capirne il significato, dare l'Ostia Consacrata ad uno che non è in possesso delle sue facoltà mentali è come darla ad uno che dorme. Che senso ha?

moshe

Sab, 13/12/2014 - 20:42

Pur manifestando il massimo rispetto per un bambino con problemi di salute, sono d'accordo sul fatto che se di disturbo, si debba trovare una soluzione "umana", per risolvere il problema.

G.Benedetti

Sab, 13/12/2014 - 21:33

Non è certo un bell'esempio di integrazione, tolleranza, accoglienza, specie se accade in ambiente religioso. Quanto alla capacità dei disabili di ricevere la comunione, ricorso solo che Papa Benedetto XVI nell'esortazione apostolica del 2007 "Sacramentum Caritatis" (n. 58), sciogliendo ogni dubbio, afferma: "Venga assicurata anche la comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l'Eucaristia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna". Il "quanto possibile" si riferisce, con evidenza, ad una possibilità fisica, non mentale (per es. se riescono a deglutire e ingerire). Insomma, non ci sono motivi biblici o dogmatici per non comunicare i disabili mentali: l'anima non è sinonimo di cervello, e fede non è sinonimo di coscienza consapevole.

Prameri

Sab, 13/12/2014 - 23:10

I bambini Autistici come tutti i malati meritano il massimo rispetto. Mi dispiace che papa Francesco con alta probabilità non potrà donare agli Autistici una salute normale. Il bambino in questione non è stato allontanato perché Autistico ma perché, anche senza alcuna sua colpa, disturbava la lezione e avrebbe impedito verosimilmente ogni lezione futura.

G.Benedetti

Dom, 14/12/2014 - 01:29

La "lezione" di catechismo è, dunque, più importante dell'accoglienza a un bambino con disabilità? Ma di cosa parleranno a quelle "lezioni"? Nel vangelo (Matteo cap. 25), Gesù ricorda che lo troveremo proprio negli ultimi (malati, carcerati, ...). Quanto alla comunione, nell'esortazione apostolica "Sacramentum caritatis", papa Benedetto XVI afferma: "venga assicurata anche la comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l'Eucaristia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna". La comunione è cibo dell'anima e anima non è sinonimo di cervello.

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mariosirio

Dom, 14/12/2014 - 07:09

io fui cacciato dal catechismo per aver discusso con la maestra, una ragazzina di 17 anni, perché sfoggliavo l'album panini cercando la maglia giusta per san giuseppe. ero indeciso tra foggia e avellino...a Gesù senza indugio disegnai la tunica del milan. lo stesso giorno feci goal nel derby tra quarta e quinta elementare festeggiando col gesto dell'ombrello verso il portiere avversario

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stock47

Dom, 14/12/2014 - 10:01

Non è una questione di rifiuto del "diverso", come alcuni la vorrebbero porre, ma una questione pratica, che riguarda un corso d'apprendimento da parte di altri che hanno tutto il "diritto" "d'apprendere", senza essere disturbati dal "diverso". Non lo si vuole estromettere dalla comunità ma dall'impossibilità a non disturbare quando è necessario non disturbare.

linoalo1

Dom, 14/12/2014 - 10:08

Il piccolo,nella sua malattia,forse nemmeno si accorge di essere un diverso!Chi se ne accorge e soffre e soffrirà in silenzio per tutta la vita,senza nessuna colpa,sono i Genitori!Tutto avrebbe fine se,anche in Italia,fosse ammessa l'Eutanasia!Come si dice?Tolto il dente,tolto il dolore!Lino.

AG485151

Dom, 14/12/2014 - 12:12

Una volta c'erano le " scuole differenziali " . Poi , gli illuminati , le hanno abolite nel nome del falso " tutti uguali " . Poi hanno fatto entrare i genitori nella gestione delle scuole nel nome del falso " collettivismo " . Ed è uscito un casino ingestibile .