Ballottaggio a Ostia, arriva anche l'esercito

L’esercito a vigilare sul ballottaggio. In campo, inoltre, squadra mobile e Digos per evitare situazioni a rischio

Ostia. L’esercito a vigilare sul ballottaggio. In campo, inoltre, squadra mobile e Digos per evitare situazioni a rischio. È la risposta immediata delle istituzioni al termine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuta questa mattina in via eccezionale nella sede del X Municipio. Lo stesso sciolto per mafia e travolto dagli arresti per tangenti due anni fa. Presenti, oltre ai vertici di carabinieri e vigili urbani, il ministro degli Interni Marco Minniti, il prefetto Paola Basilone, il commissario prefettizio Domenico Vulpiani, la sindaca Virginia Raggi. Poliziotti in borghese, in particolare, si mescoleranno agli elettori per garantire il massimo in fatto di prevenzione e sicurezza. “Ci sarà una vigilanza discreta nei seggi elettorali - spiega il ministro Minniti -. Una vigilanza che dovrà rispettare il libero percorso dell’elettore nella sua decisione e controllare che non ci siano condizionamenti”. In lizza per la presidenza del Municipio più vasto e popolato della capitale i candidati del M5S Giuliana Di Pillo e Monica Picca di Fdi-centrodestra. Ma è lo stesso ministro Minniti a ricordare il motivo principale della riunione: “Siamo qui perché si è verificato un atto molto grave nei confronti di un giornalista - dice nell’aula Massimo Di Somma -. Domani (oggi per chi legge ndr) incontrerò nella loro sede i vertici della Fnsi per il caso ma anche per parlare di come rafforzare il sistema di garanzie per la libera espressione della professione e della stampa”. “Soltanto la solidarietà non avrebbe funzionato - sottolinea Minniti -. C’era bisogno di avere un segnale molto forte e inequivoco, di una risposta molto ferma, che c’è stata. Mentre stiamo parlando il colpevole è in carcere. Un ringraziamento va alla Procura di Roma per avere agito con tempestività e capacità giuridica”. Roberto Spada e la testata data con violenza inaudita al giornalista Rai Daniele Piervincenzi, seguita dalle sprangate a lui e al film maker Edoardo Anselmi, al centro della questione Ostia. Un territorio da decenni “governato” dalle famiglie e dai clan mafiosi. Come quello cui appartiene il boxer, gl*i Spada, alleati fedeli del boss Carmine Fasciani a loro volta in lotta per la spartizione del territorio con i siciliani provenienti da Siculiana, i Triassi-Caruana-Caldarella. Famiglie d’onore, spesso in guerra con la criminalità locale e con i nuovi arrivati, gli affiliati del clan Moccia-Magliulo di Afragola: la famiglia Senese. Questo il quadro di una città letteralmente devastata dalla malavita organizzata e che adesso tenta di riscattarsi. Estorsioni, usura, racket delle case popolari, appalti poco chiari, se non fuorilegge, per l’assegnazione delle spiagge, gioco d’azzardo. Una situazione a tratti drammatica, spesso coperta da alcune “mele marce” all’interno delle istituzioni. Come l’ex presidente pd Andrea Tassone, arrestato con una tangente appena intascata dal patron delle coop rosse Salvatore Buzzi, o come l’ex direttore tecnico del vecchio XIII Municipio Aldo Papalini, condannato a 8 anni e mezzo di carcere per aver assegnato illegalmente interi stabilimenti balneari. O come l’ex dirigente del XIII commissariato, il vicequestore Antonio Franco, arrestato e poi condannato a 4 anni per peculato, falso e truffa e ancora oggi sotto inchiesta per corruzione (avrebbe preso migliaia di euro al mese dal titolare di una sala giochi vicino agli Spada). Nell’ordinanza del questore è previsto anche l’impiego di unità cinofile e di personale specializzato nella gestione della folla. “Ribadisco l’importanza di andare al voto - dice il sindaco Raggi -. Questo territorio si trova davanti a un momento importante, una grandissima prova di democrazia. È importante per i cittadini potersi esprimere liberamente. Dobbiamo isolare le poche mele marce che rischiano di gettare discredito su un territorio che ha grandissime potenzialità”.