Banche, l'esperto: "Questo è un momento delicato"

"State molto attenti quando vi avventurate nelle banche europee malgrado la caduta dei prezzi che hanno subito". È questo l’avvertimento lanciato da Mohamed El-Erian

"State molto attenti quando vi avventurate nelle banche europee malgrado la caduta dei prezzi che hanno subito". È questo l’avvertimento lanciato da Mohamed El-Erian, consulente economico di Allianz ed ex amministratore delegato di Pimco. Intervistato sul canale Cnbc, fornisce il perchè: "Sono rimaste indietro rispetto agli Usa nel ristrutturare il settore e l’Italia in modo particolare perchè il paese non ha avuto un programma Fmi-Ue", ha preso tempo e "ora i mercati iniziano a focalizzarsi sul fatto che sono in ritardo". El-Erian aggiunge: "È da tempo che metto in guardia sulle banche europee, che sono colpite da tre elementi: una curva dei rendimenti che porta via ogni potenziale; una recessione che probabilmente peserà sulla qualità del credito e altri fattori che amplificano le preoccupazioni tra gli investitori".

Rispondendo a una domanda della giornalista di Cnbc, secondo cui il modo per ricapitalizzare il settore bancario italiano in base alle nuove regole Ue sul bail-in significa che molti investitori individuali potrebbero perdere molto denaro, l’esperto spiega che "questo non è un momento alla Lehman . Non si ha che fare con il rischio legato alle controparti bancarie. La situazione attuale ha a che fare con quanto succede al di là delle banche. In particolare in Italia, il debito delle banche è stato venduto nel segmento retail, quindi ci sono tanti italiani che lo possiedono". Insomma non siamo ai livelli Lehman, ma per l'esperto ci sono rischi concreti. Il riferimento è alla risoluzione delle banche - la Bank Recovery and Resolution Directive (Brrd) - che trasferisce il costo delle crisi dal settore pubblico agli azionisti e ai portatori di altre passività bancarie. "A livello politico", continua El-Erian parlando dell’Italia, "non si vuole che queste perdite siano imposte; non vogliono che gli obbligazionisti delle banche siano bailed-in come previsto dalle regole Ue. Quindi abbiamo un’altra tensione tra il piano politico e tecnocratico. E questo porta alla questione se i tecnocrati si prendono cura dell’elite imprenditoriale e non gli importa del settore". Ma sul fronte banche riscontra qualche criticità per i nostri istituti anche Lorenzo Codogno, ex capo economista del ministero del Tesoro e docente alla prestigiosa London School of Economics. In un'intervista al Fatto afferma: "È in corso un attacco frontale della Germania allaCommissione europea. Al Consiglio europeo le proposte italiane sono state rigettate e le trattative si svolgono ora solo su base bilaterale e nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato e della direttiva sul bail-in". Infine si sofferma sulla trattativa tra Italia e Ue per le banche e dichiara che il nostro Paese, in caso di accordo, potrebbe pagare un prezzo altissimo: "La ristrutturazione di alcuni istituti di credito", con "sacrifici imposti ad azionisti e probabilmente a obbligazionisti junior. Questi sacrifici non dovrebbero toccare i depositanti, ma è inevitabile un piano di ristrutturazione che comprenda il coinvolgimento di investitori privati".