Bari, la Caritas e la Migrantes organizzano un digiuno per i migranti

Il mondo cattolico non molla sul tema dell'accoglienza dei migranti: la Caritas e la Migrantes di Bari hanno promosso un digiuno per il primo luglio

"Non possiamo rimanere indifferenti". Quando la Caritas diocesana e la sede territoriale della Fondazione Migrantes che operano presso Bari e Bitonto hanno organizzato un digiuno per sensibilizzare sul tema dell'accoglienza dei migranti non potevano immaginare, con buone probabilità, quello che sarebbe accaduto attorno all'imbarcazione Sea Watch 3. E infatti, nel comunicato di riferimento, la vicenda non viene citata. Non conosciamo quindi la loro posizione sugli accadimenti di queste ore. Viene nominata, invece, la fotografia delle vittime del Rio Grande. Quella che anche papa Francesco ha avuto modo di osservare.

"Il Santo Padre ha visto, con immensa tristezza, l’immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di passare il confine tra Messico e Stati Uniti", ha fatto sapere tre giorni fa Alessandro Gisotti, che è il direttore ad interim della Sala Stampa. Proprio a partire da questo, le sigle indicate pocanzi hanno deciso di dare appuntamento, a chi vorrà partecipare, all'iniziativa sul lungomare barese, per restare in silenzio e pregare, dopo aver digiunato per ventiquattro ore. Il giorno fissato sul calendario è il primo di luglio. "Non è una manifestazione contro nessuno", hanno aggiunto. Quasi a voler sottolineare come Matteo Salvini, la "linea del rigore" e il sovranismo non c'entrino niente. Il punto, piuttosto, è sempre quello di "farci accoglienti". In realtà, una posizione sul caso di Sea Watch 3 almeno la Migrantes dovrebbe averla presa: la fondazione compare nell'elenco di coloro che dovrebbero prendere parte - sempre nel caso si tenesse ancora, considerato l'esito notturno - al "sit in di solidarietà" previsto per stasera. Questo, almeno, è quanto si apprende da Agrigento Oggi. Il mondo degli enti cattolici, insomma, non ha cambiato idea sulla gestione dei fenomeni migratori.

Questa del digiuno a favore dei migranti, peraltro, è una modalità che i preti di strada hanno utilizzato in più circostanze nel recente passato, partendo da quello "a staffetta" promosso su Roma. Accogliere, per questa parte di associazionismo e attivismo, rimane un diritto assoluto da garantire.

Commenti
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anticalcio

Sab, 29/06/2019 - 16:20

no,no solo il primo luglio..ma anche i successivi giorni e settimane.tanto sia i preti,che i "migranti" sono tutti belli in carne...ciccioni,come quello di lampedusa..quindi,qualche settimana e/o mese a digiuno non gli fa certo male.stattevene li'con la candele in mano

kennedy99

Sab, 29/06/2019 - 18:25

che digiunassero anche i cari finti profughi gli farebbe anche bene visto che io vedo solo dei pasciuti vitelloni piu in carne dei poveri italiani. smettetela per favore.!!!

michele lascaro

Dom, 30/06/2019 - 09:01

Spero che restino a digiuno eterno i promotori dell'iniziativa, che, di solito, mangiano a otto ganasce.