Bari, il grano canadese non è contaminato

Continua la guerra del grano. Da un lato Coldiretti tutela gli agricoltori italiani, dall'altro Italmopa gli industriali del settore molitorio

È conforme alla legge il grano canadese che nei giorni scorsi era stato sequestrato nel porto di Bari.
Cinquantamila tonnellate di provenienti dal Nord America erano sospettate di contaminazione (si temeva superassero i limiti consentiti in Europa di micotossina "Don" presente nel frumento), ma le analisi svolte dal comando regionale dei carabinieri forestali della Puglia lo scorso 10 giugno, hanno dato esito negativo. Quel grano è in totale conformità con le normative comunitarie in materia di presenza massima di contaminanti nei prodotti alimentari. A riguardo Italmopa, in rappresentanza dell'industria molitoria italiana ha espresso grande soddisfazione.

Così l'associazione degli Industriali Mugnai d'Italia ha, in una nota stampa, affermato che "la notizia della contaminazione del frumento importato era una fake news che ha generato enormi danni sia economici, sia di immagine all'intero comparto molitorio e ai singoli operatori".

Il presidente dell'associazione degli industriali di settore, Cosimo De Sortis, parla di " 'blitz' mediatici organizzati dalla Coldiretti presso il porto di Bari". Per De Sortis "la sistematica demonizzazione delle importazioni, da parte sia della Coldiretti, sia di altre 'lobbies', e lo sviluppo di un’irresponsabile politica di comunicazione volta ad infondere nei consumatori un sentimento di diffuso sospetto sul frumento di importazione rispondono a esclusivi interessi sindacali e di categoria abilmente camuffati dietro un presunto interesse generale del tutto inesistente". Ancora, il presidente parla di "propaganda sindacale e demagogia di una parte delle "lobbies" agricole"
Insomma per De Curtis, l'importante non è la provenienza del grano, ma la sua qualità.
Una vera e propria guerra di settore in cui non si sa da che parte stare.

Commenti

Raoul Pontalti

Ven, 23/06/2017 - 12:41

Siamo in Italia, il paese dei furbi. Coldiretti tutela i falliti che producono emme al prezzo dell'oro, mentre l'associazione dei pastai tutela gli imbroglioni che mescolano il grano straniero con quello italiano per abbassare il tenore degli inquinanti (essendo il grano italiano in genere con scarse o nulle micotossine a differenza di quello canadese che ne contiene sempre per ragione del clima di origine e per il trasporto e stoccaggio, ma sotto un certo tenore il grano è comunque ammesso al consumo), operazione proibita se tesa appunto a quel fine. Da che parte stare in questa guerra tra furbi? Contro i furbi e a fianco dei consumatori e dunque controlli serrati fiscali, sanitari, del lavoro nelle aziende, controlli fitosanitari e bromatologici sui prodotti alimentari da lavorare e lavorati.