Bari, torna dopo 75 anni la fede nuziale di un soldato italiano scomparso in Russia

Gaetano Sacco, era un tenente colonnello di cui si persero notizie durante la seconda guerra mondiale

«Da Cecilia a Tanino, 22 luglio 1922». Un prezioso pegno d’amore ritrovato a distanza di 75 anni. Si tratta della dedica incisa nella fede nuziale di Gaetano Sacco, tenente colonnello della divisione Torino dell'esercito italiano, disperso a 48 anni il 24 dicembre del 1942 nella «valle della morte» in Russia, nei pressi di Arbuzovka, la città dove, durante la seconda guerra mondiale, italiani e tedeschi furono assediati dall'armata rossa. Una storia di amore e di ritrovamenti raccontata da "La Gazzetta del Mezzogiorno", quotidiano regionale di Puglia e Basilicata. Perché la fede dalla Russia è tornata in Puglia, a Bari. Nelle mani della nipote sessantenne di Sacco.
Ma come è tornato questo pegno d’amore a casa? Lo scorso anno, un russo di nome Ivan con il padre Aleksander, collaboratore del commissariato generale onoranze caduti in Guerra del Ministero della Difesa, appassionato di ricerca dei caduti e dei dispersi nei due conflitti mondiali del secolo scorso, ha ripercorso i territori scenari di guerra. Durante questo viaggio sulle orme dei soldati, ritrova due anelli. Il ritrovamento è stato subito segnalato all’Unirr (l'unione italiana reduci di Russia). Si tratta di una fede e di un anello con uno stemma di famiglia. Sono così iniziate le ricerche per capire a chi appartenessero i due monili in oro.
Nel frattempo a Bari le ricerche del figlio di Gaetano Sacco non sono mai cessate. Giuseppe Sacco, questo il suo nome, è sempre andato alla ricerca disperata del padre perso troppo presto. Non si rassegnava all'idea di saperlo disperso senza altre notizie.
"Sa che il quartier generale delle truppe italiane si trovava nella zona nord del villaggio agricolo di Arbuzovka, dove è stato ritrovato un gran quantitativo di proiettili katyusha che causarono molte vittime, come riportato dai racconti dei pochi superstiti" si legge sempre sulla “Gazzetta”.
Intanto vengono ritrovati i resti di Gaetano Sacco insieme a quelli di altri soldati che ancora oggi non si sa se sono morti perchè prigionieri o perchè colti dal gelido inverno russo.
Nel frattempo i ricercatori dell'Unirr attraverso, le banche dati del Ministero della Difesa e dell'Archivio di Stato, fino ad arrivare all'Ufficio anagrafe del Comune di Buccino, in provincia di Salerno, hanno la conferma della nascita di Gaetano Sacco, del nome della moglie (Cecilia) e della loro data di matrimonio (22 luglio 1926). Tutto corrispondeva ai dati incisi nell'anello ritrovato in Russia. Il figlio Giuseppe conosce Pietro Pipoli, pugliese presidente della sezione locale dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, il quale gli dà informazioni preziose in merito a suo padre. Giuseppe nel frattempo muore senza aver mai avuto indietro i resti del padre. Ma a continuare la ricerca è sua figlia, Cecilia (come la nonna) che riceve la notizia del ritrovamento degli anelli. La consegna è avvenuta con una cerimonia solenne concordata con il generale Rocco Viglietta e il colonnello Giacinto Serio dell'AN.ArtI. (l'associazione nazionale artiglieri d'Italia).