Bergamo, vandalizzata la croce per i fascisti uccisi dai partigiani

L'episodio a Rovetta, dove nel 1945 ben 43 militi fascisti della Legione Tagliamento furono uccisi dai partigiani a guerra finita

Una croce eretta in memoria dei caduti fascisti della Repubblica sociale italiana nel cimitero di Rovetta, in provincia di Bergamo è stata vandalizzata nella notte dello scorso fine settimana. Rovetta non è un paese qualsiasi, per la storia della Repubblica di Salò: qui tra il 27 e il 28 aprile del 1945 ben 43 militi fascisti furono giustiziati sommariamente dalle divisioni partigiane operanti nella zona. Da allora il piccolo Comune della provincia orobica è divenuto un luogo di pellegrinaggio per reduci e nostalgici.

Eppure anche 73 anni dopo la memoria di quei morti non riesce ad avere pace. La piccola croce nera posta sulla lapide dei morti della Legione Tagliamento è stata vandalizzata: rotte le foto di Mussolini, dell'aquila della Repubblica sociale e del fascio littorio. Il fatto è stato segnalato ai carabinieri ma per il momento i vandali rimangono ignoti.

La risposta dell'estrema destra locale però non si è fatta attendere. Nella notte fra lunedì e martedì lungo una strada che corre nelle vicinanze del camposanto è comparso uno striscione minaccioso: “Chi tocca i morti verrà educato dai vivi”. In calce la firma del "Manipolo d'avanguardia Bergamo", un gruppo di estrema destra della zona.

Lo striscione è stato subito rimosso dai carabinieri della stazione dell'Arma di Clusone. Non è la prima volta che la lapide in memoria dei repubblichini viene vandalizzata e distrutta: episodi simili furono registrati nel 2009, nel 2012, nel 2013 e nel 2016.

Duro il commento del sindaco, Stefano Salvoldelli, che condanna ogni danneggiamento e chiede "rispetto per un luogo sacro e per i morti."

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 19/10/2018 - 11:59

Alla televisiva "Carta Bianca", il becero comunista Galantino dovrebbe dimostrare, con fatti e a parole, che sta col Crocifisso e non coi comunisti parassiti dell'ANPI.