Cittadella, il bimbo conteso torna dalla madre: l'ha deciso la Cassazione

La Cassazione ha accolto il ricorso della donna, rinviando il caso alla Corte d'appello di Brescia. Il suo avvocato: "Mi farò garante perché il bimbo continui a vedere il padre"

Ricordate il bambino di Cittadella conteso a forza dai genitori? L'immagine che ritrae il piccolo Leonardo dopo che era stato prelevato da scuola, tirato dai piedi e dalle braccia, è rimasta scolpita nella memoria collettiva. Il bambino era stato consegnato al padre dopo un intervento delle forze dell'ordine, in esecuzione di un provvedimento di affidamento. Ora la Cassazione ha accolto il ricorso della madre e ha disposto che il bimbo torni da lei. Cosa che è già avvenuta. "È tornato con me ieri sera. Mi ha detto: mamma riportami a casa, voglio che finisca questo incubo", ha raccontato la donna. L’avvocato Girolamo Coffari, legale della madre, sottolinea che "la sentenza fa a pezzi la Pas (sindrome alienazione parentale). La Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d’appello di Brescia il decreto dei giudici di secondo grado di Venezia". "Torna ad essere efficace - prosegue l'avvocato - il pronunciamento del tribunale dei Minori che aveva affidato il piccolo alla mamma. Domani (oggi, ndr) notificheremo la sentenza alla casa famiglia dove si trova il minore e al padre. Sia chiaro però che mi farò garante affinché il bambino continui a vedere il padre. In caso contrario rimetterò l’incarico affidatomi dalla signora".

Una triste battaglia legale

I due genitori si erano separati nel 2005. Il bimbo (che compirà undici anni ad aprile) era rimasto con la mamma. Dopo un anno avrebbe inziato a manifestare il desiderio di non passare del tempo con suo padre (secondo la versione della donna). Suo padre non si era dato per vinto facendo di tutto per cercare di rivedere il figlio. Ma senza riuscirvi. Nel 2008 il passo estremo: l'uomo aveva fatto ricorso al tribunale per chiedere la rimozione della patria potestà alla donna. A sostegno della sua richiesta aveva presentato alcuni pareri medici da cui si evinceva il rischio che il bambino potesse sviluppare "problemi relazionali e psicologici". Nel 2009 una sentenza tolse la potestà alla madre. Lei fece ricorso ma lo perse. Nell'agosto 2012 la Corte d’Appello di Venezia stabilì l’allontanamento della madre e la scelta di un "luogo neutro", una comunità protetta, in cui far vivere il bambino. Seguirono due tentativi di eseguire la sentenza (tutti falliti): il 24 agosto e il 4 settembre. Al terzo, il 10 ottobre, la polizia si mise d'accordo coi dirigenti scolastici e, dopo aver fatto allontanare gli altri bambini dalla classe, iniziò il "prelievo forzato". Con la scena, tristissima, fatta di urla, spintoni e tensione. Scena ripresa dal telefonino della zia del bambino, poi finita su internet e ripresa da tutti i tg.

La Cassazione ha deciso l’annullamento del decreto dei giudici di Venezia probabilmente per un "vizio di motivazione". Questo perché l’appello, sostiene la difesa della donna, non avrebbe esaminato le critiche mosse dalla madre all’accettazione della "Pas", presa invece come elemento centrale nella scelta di affido del bambino al padre.

Il papà del bambino, avvocato di professione, è amareggiato: "Non ho avuto rapporti con mio figlio per anni, sono stato preso a calci e pugni da lui. Poi la Corte d’appello aveva deciso di sottrarlo ai condizionamenti affettivi della madre e della sua famiglia alienante". Da quando era tornato con il genitore a Padova però, assicura l’uomo, il piccolo era tornato a chiamarlo papà, giocava, scherzava e dormiva con lui. "Ora la Cassazione - aggiunge - dice che non esiste questo lavaggio del cervello. Aspetto di leggere il provvedimento per decidere come muovermi".

Leonardo tornerà nella sua vecchia scuola di Cittadella. "Può tornare nella sua classe quando vuole", ha detto sua mamma."Nonostante il caos ha avuto una pagella con tutti 9 e 10". La ritrovata felicità non fa venir meno, alla donna, il desiderio di rivalsa nei confronti dell'ex marito: "Giustizia è fatta, chi ha sbagliato pagherà", dice Ombretta Giglione parlando a Radio 24: "Mio figlio ha dormito per la prima volta di nuovo nel suo letto, è provato, ha perso 8 chili in questi cinque mesi di isolamento totale, peggio della Gestapo". E insiste lamentandosi del trattamento ricevuto: "Hanno calpestato il decreto, c’era la pariteticità degli incontri con la mamma e invece me l’hanno fatto vedere tre volte alla settimana in incontri protetti l’ultimo periodo un’ora alla settimana per vendicarsi di me". L'auspicio è che la battaglia tra i due genitori finisca. Nell'interesse di tutti, ma in primo luogo del bambino, che in questa triste storia è la vittima.

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Commenti

gigi0000

Gio, 21/03/2013 - 13:40

Se anche i SINISTRI BUFFONI s'indignassero coi magistrati che giocano sullo sviluppo psicologico dei bambini, forse potremmo aspettarci anche un minimo di serietà sulle vicende di Berlusconi. Invece i SINISTRI BUFFONI, pur di eliminare il Cav, lasciano correre anche queste ignobili decisioni sulla pelle dei bambini, per non delegittimare gli imbecilli loro alleati in toga.

Ritratto di Luigi XX

Luigi XX

Gio, 21/03/2013 - 13:59

Un altro punto a favore dei cialtroni!

gibuizza

Gio, 21/03/2013 - 14:05

A tutti quelli che difendono i magistrati "a prescindere", ma vi rendete conto che abbiamo a che fare con dilettanti e pressapochisti? Altro che casta dei politici, qui siamo di fronte ad una casta di incapaci e supponenti!

Luigi Farinelli

Gio, 21/03/2013 - 14:21

La giurisprudenza divorista, in tutto l'Occidente, è condizionata dalla vulgata femminista che straparla di "femminicidi" e violenza domestica contro le donne attraverso assillanti campagne mediatiche (ne è un esempio la stomachevole campagna sostenuta dalla RAI e promossa dal cosiddetto Ministero "Pari" Oppurtunità) in cui vengono sparate cifre spesso taroccate e addomesticate per continuare la flagellazione dell'intero genere maschile. Tempo fa, per avallare questa autentica truffa ai danni dei cittadini, i dati statistici sulla violenza contro le donne in Italia sono stati persino gonfiati attraverso inchieste con questionari che includevano anche, fra le forme di violenza, il giudizio negativo del coniuge sul tipo di acquisto di vestiario della moglie! Alla fine si parla solo del presunto femminicidio basato su dati taroccati ma non del vero maschicidio di uomini e padri buttati sul lastrico dalla sera alla mattina, privati dei beni e dei figli e che concludono la loro vita da barboni con il suicidio. E sono ormai migliaia ma i media "progressisti" mai che tocchino l'argomento: non è infatti "politicamente corretto"!!!E nonostante la lgge sull'affido condiviso sono le spinte femministe a prevalere in questo campo, basate sul vittimismo e dati fasulli di violenza.

Beraldo

Gio, 21/03/2013 - 14:40

Quoto Luigi Farinelli. Secondo me il sesso-razzismo neo-femminista di stato, è diventato strumento di adesione di massa, per la sottrazione di energie alle battaglie civili per i veri diritti. Famiglia, carceri, costo della vita, sovranità, sanità, guerre. Questione sulle quali nessuno o quasi scende più in piazza e che il monopolio del diritto femminile costringe all'oblio.

antoniociotto

Gio, 21/03/2013 - 15:37

non vi dice niente che il padre del bambino conteso sia un avvocato? considerare un giudice come un dio infallibile ma soprattutto immune da corruzione è semplicemente da cretini.

Ritratto di Illuminato999

Illuminato999

Gio, 21/03/2013 - 16:44

E alla fine hanno vinto i prepotenti, quelli che urlano e inveiscono, che non rispettano i diritti dei padri, che trattano i bambini come merce di scambio.

jaaaar

Gio, 21/03/2013 - 17:58

Sentenza scellerata che pone il bambino a rischio, e che potrà portare ad ancora una condanna dell'Italia da parte della Corte Europea per i Diritti Umani. Se per la Cassazione i bambini non devono essere protetti dai genitori che li plagiano ed alienano, allora si rischia che l'eliminazione fisica di questi genitori abusanti diventi in Italia l'unico modo di proteggere i bambini

Roberto C

Gio, 21/03/2013 - 18:40

Se un giudice ha emesso una sentenza, avrà avuto sicuramente i suoi buoni motivi (quante volte ho letto e talora risposto a questa frase quando, forte della sentenza di un magistrato e del tutto incurante delle urla e della volontà del piccolo che sembravano contare meno di zero, il "padre" ha trascinato di peso il piccolo che gridava aiuto...).

Beraldo

Gio, 21/03/2013 - 21:35

x Roberto C. La madre per tre anni si è impunemente rifiutata di eseguire la sentenza, il padre invece oggi, ha civilmente fatto quello che i giudici hanno deciso. Già solo questo, PAS o non PAS, fa capire dove sta il marcio. Sarebbe bastato che il padre facesse la scenata isterica e si ripeteva quello che si è già vista ma lui, al contrario della madre, ha agito per il bene del figlio e per non traumatizzarlo ulteriormente. Viviamo nell'apartheid della figura paterna e maschile.

Beraldo

Gio, 21/03/2013 - 21:49

Andante a vedere la cronaca di come è andata sul sito adiantum.it. La madre e i familiari hanno anche ingiuriato la suora della casa famiglia dove era collocato il bambino. Il padre l'ha consegnato per evitare violenze e non era nemmeno a conoscenza della sentenza. Alla madre nel 2009 è stata revocata la patria potestà. La PAS non esiste dicono, ma proprio ieri a un padre hanno tolto il figlio per la PAS. Il clima anti-padre che si respira è un orrore. C'è una condanna della corte di Strasburgo per violazione dei diritti umani. Nessun politico ha il coraggio di parlare del ricatto neo-femminista sulla società civile. Si parla solo di donne e gay. Politica lontana anni luce dai drammi delle persone.

Giunone

Ven, 22/03/2013 - 00:00

Premetto che soltanto a rivedere con grande tristezza la foto del bambino portato via dalla scuola in quel modo mi sono ritrovata con quel nodo freddo nello stomaco e tante lacrime agli occhi. Concordo con le svariate riflessioni ventilate dai lettori precedenti. La mia tristezza più grande su questa vicenda mi è arrivata quando ho provato a sentire quello che sentiva il bambino. Coloro che hanno forzato la corda in quella capricciosa e triste vicenda si devono auto interrogare sul proprio ruolo svolto e se nel caso e se ci riescono vergognarsi. Chi ripara il danno emozionale cagionato al bambino? ma sopratutto COME riparare il danno emozionale e psicologico del bambino?. La Riforma della Giustizia è una cosa Urgente e sono certa che i primi a desiderarla nel più intimo sono i giudici e pm seri, ma che purtroppo visto il "sistema di navigazione" in cui si trovano, non possono gridarlo più di tanto, ancora meno pubblicamente. Dio ti Benedica TANTO e te protegga piccolo Leonardo, un abbraccio simbolico con tanto rispetto per te e la tua famiglia che ti vuole bene. Forza! Ce la farai! Amen.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 22/03/2013 - 01:28

Questa è l'orribile foto dei guasti provocati da una errata interpretazione della giustizia. UN'ALTRA BELLA MEDAGLIA AL MERITO DI UNA MAGISTRATURA DEVIATA DAL SOLIPSISMO DI CERTI GIUDICI.

Ritratto di mr.cavalcavia

mr.cavalcavia

Ven, 22/03/2013 - 06:26

NE ESCONO ANCORA UNA VOLTA MALE I MAGISTRATI, CHE SONO IL CANCRO DEL NOSTRO PAESE. IL CANCRO ASSOLUTO. MAGISTRATURA = CANCRO.

Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Ven, 22/03/2013 - 08:39

siccome ilpadre era ed è avvocato , ha potuto fare la vigliaccata che ha fatto . ai bambini non si chiede mai con chi vuole vivere . e quando mai un bimbo vuol vivere con il padre ? qui parliamo dei diritti del padre . ora di padri veri cene sono pochissimi , facile dire " ho diritto di tenere con me mio figlio " ma poi chi te lo cura ? la nuova puttanella che convive con te ? e che si fa chiamare zia dal bimbo , oppure vive con la baby sitter ? ovvio lui deve lavorare . mai pensato invece ai sacrifici che una donna deve fare per lavorare , mantenere il figlio , curarlo ed amarlo , magari da sola ? la scena dello strattonamento l'ho vista in originale anche questo su una tv straniera, ho provato rabbia per il comportamento di