Blitz contro la mafia nigeriana a Palermo: 10 arresti

Sgominata dalla Polizia una band della confraternita dei Vikings, che aveva nel quartiere di Ballarò una delle sue basi operative: è la terza operazione del genere in pochi mesi a Palermo

Un nuovo blitz che conferma la ramificazione della mafia nigeriana in Sicilia e, in particolare, a Palermo. “Disconnection zone” è il nome dell’operazione di questa notte della Polizia compiuta nel capoluogo siciliano.

Ad essere sgominata ancora una volta, è un gruppo ricollegabile alla criminalità organizzata nigeriana, la quale gestiva dal quartiere di Ballarò diversi traffici illeciti, dalla droga alla prostituzione. Ma non solo: gli inquirenti sottolineano la capacità della mafia nigeriana di ramificarsi nel tessuto sociale ed economico di Palermo, con metodi che vanno dalle estorsioni alle minacce.

Un potere, quello dei clan africani, in grado di dare al gruppo criminale potere e prestigio in seno alla comunità nigeriana e non solo.

Come detto, fulcro dell’operazione è il quartiere Ballarò: si tratta di una zona centrale e popolare di Palermo, la quale ospita l’omonimo mercato che costituisce uno degli angoli più caratteristici della città. Ma la sua conformazione urbana, costituita da vicoli e strade strette, nonché dalla presenza di vecchi immobili dove da anni trovano rifugio molti appartenenti alla comunità africana, favoriscono in questo caso anche l’emersione di un contesto criminale ben collaudato.

Ma questo non costituisce sorpresa: già da anni infatti proprio il Ballarò viene indicato come vera e propria hub siciliana della mafia nigeriana. Una sorta di base operativa della criminalità africana, così come dimostrato in passato nelle operazioni "Black Axe" e "No fly zone”.

Nell’ultimo blitz in totale i fermati sono dieci: per loro le accuse sono quelle di associazione a delinquere di stampo mafioso, con la commissione di delitti contro la persona.

Di grande rilievo la violenza usata per intimidire i clan nigerini rivali. La mafia proveniente dal paese africano infatti, è suddivisa in “cult” ed in vere e proprie sette originate dalle confraternite universitarie dei più importanti campus nigeriani tra gli anni ’70 ed ’80. Riti di affiliazione collaudati, gerarchie ben salde, ogni gruppo ha le sue caratteristiche con le quali gestisce i suoi loschi affari.

Il cult sgominato questa notte a Palermo è quello dei Vikings, gruppo molto attivo anche nella Sicilia orientale ed in particolare nel catanese, lì dove aveva tra le sue principali basi operative all’interno del Cara di Mineo.

Nel capoluogo siciliano la confraternita più ramificata è quella dei Black Axe, gruppo originario della città nigeriana di Benin City. È proprio contro di loro che i Vikings arrestati nelle scorse ore si scagliano per provare a togliere il predominio di questo gruppo sugli affari inerenti soprattutto droga e prostituzione.

Un fenomeno, quello della mafia nigerina, sempre più preoccupante in tutta Italia. Vikings e Black Axe sono diffusi lungo tutto lo stivale, proprio i Black Axe hanno presso la costa domiziana in Campania uno dei principali hub. La criminalità organizzata nigeriana è ben presente anche al nord dove, oltre ai gruppi sopra citati, sono presenti anche le confraternite dei cosiddetti “Eye”.