Bologna, incidente tra mezzi pesanti sulla A14: ritorna l’incubo del 6 agosto

L’incidente è avvenuto a soli 50 metri dal punto in cui lo scorso anno un tir che trasportava materiale infiammabile esplose provocando due morti

Era il pomeriggio del 6 agosto del 2018 quando un tir che trasportava materiale infiammabile rimase coinvolto in un incidente sulla A14, all'altezza di Borgo Panigale, proprio sul raccordo autostradale. Allo scontro seguirono un boato immenso, fiamme altissime che avvolgevano ogni cosa, una inquietante colonna di fumo nero che si elevava verso il cielo dal luogo dell’esplosione. Uno scenario apocalittico, questo, che terrorizzò gli automobilisti di passaggio.

Da quel drammatico giorno in cui persero la vita due persone è passato quasi un anno ma l’incubo per quanto successe alla vigilia del grande esodo estivo non è mai svanito. L’angoscia, anzi, è tornata prepotente a tormentare quanti hanno vissuto sulla loro pelle quelle drammatiche ore che sconvolsero una Italia distratta dalle imminenti vacanze estive.

Oggi, infatti, praticamente allo stesso orario e nello stesso punto si è rivissuto un altro pomeriggio di puro terrore sul cavalcavia tra via Emilia Ponente e via Marco Emilio Lepido, dove passano autostrada e tangenziale, devastato un anno fa dalla terrificante esplosione.

A soli 50 metri dal luogo della violentissima deflagrazione, poco dopo l’ora di pranzo si è verificato un altro grave incidente fra tre mezzi pesanti che ha causato la morte di una persona e l’incendio di due Tir. Di nuovo un boato, le esplosioni, le fiamme che divorano gli auto-articolati e quella imponente e preoccupante nube nera che copre l’azzurro del cielo. Eccolo l’incubo che si riaffaccia. Questa volta, fortunatamente, la deflagrazione non è stata devastante come quella dello scorso 6 agosto.

L’immediato intervento dei pompieri ha, poi, permesso di domare il fuoco. Senza dimenticare il prezioso contributo di carabinieri, polizia, vigili e sanitari del 118 che hanno fatto tutto il possibile per limitare i danni a persone e cose. Un uomo, però, è morto e questo non lo si può dimenticare.