Carte di credito rubate al centro postale: un bottino da un milione di euro

Tre napoletani sono stati condannati per aver rubato dal centro di smistamento postale di Bologna bancomat e carte di credito destinate a più di 550 correntisti, dalle quali facevano prelievi per oltre un milione di euro

Sono riusciti a introdursi nel centro di smistamento postale di Bologna da dove hanno sottratto numerosi bancomat e carte di credito per prelevare in totale oltre un milione di euro. Tre napoletani di 23, 22 e 26 anni sono stati arrestati in flagranza di reato per furto aggravato in concorso. Più di 550 i correntisti derubati di grosse somme, gran parte dei quali residenti a Bologna e provincia.

I tre giovani "trasfertisti" arrivavano appositamente nel centro postale di via Zanardi, nel capoluogo emiliano, per intercettare il circuito di spedizione di effetti bancari e rubare più carte elettroniche di pagamento possibili, spedite dalle banche ai clienti come rinnovo o primo rilascio. I ladri avrebbero agirato la sicurezza dell'edificio semplicemente scavalcando le recinzioni del deposito regionale, un'area di 40mila metri quadrati con mille addetti in attività 24 ore su 24.

A partite da Marzo sono stati diversi gli istituti di credito che si sono accorti delle vistose anomalie e dei gravi ammanchi e che hanno presentato denunce e querele per segnalare la sottrazione e l'attivazione delle carte di pagamento, dalle quali poi è partita l'inchiesta portata a termine dalla Polizia postale. Dopo mesi di indagini coordinate dal Pm Flavio Lazzarini, tramite appostamenti e videosorveglianza, gli inquirenti hanno raccolto abbastanza elementi per individuare nel Centro Meccanografico di Produzione (CMP) emiliano proprio il "punto di compromissione" delle spedizioni bancarie. Finché lo scorso 26 ottobre, dopo un concitato inseguimento, i tre sono stati colti in flagrante e arrestati. Processati per direttissima, sono stati condannati dal Tribunale di Bologna a un anno ed un mese di reclusione, per il 23 enne, e a 10 mesi per gli altri due complici.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, l'organizzazione criminale agiva secondo un un sistema così architettato: innanzitutto i tre ladri contattavano al telefono i correntisti in attesa della spedizione, spacciandosi per funzionari bancari. Nel corso della chiamata, rassicurandoli sull'imminente arrivo delle carte, invitavano i clienti a confermare il proprio codice pin sulle tastiere a multifrequenza. La digitazione veniva quindi decriptata con appositi programmi informatici e il codice utilizzato per effettuare i prelievi, al massimo della disponibilità, tramite gli sportelli bancomat delle filiali bancarie.

La somma sottratta dai clienti di solo uno degli istituti di credito coinvolti supera ad oggi il milione di euro. Secondo la Polizia postale l'inchiestà potrebbe portare a individuare e a segnalare all'autorità giudiziaria altri complici del colpo messo a segno dall'organizzazione criminale.