Da "bomba d'acqua" a "renziano": il 2014 delle parole

Ecco la top ten dei neologismi che hanno spopolato quest'anno

Bomba d’acqua, selfie, Jobs Act, Sblocca-Italia, drone, hashtag, cyberbullismo, figlicidio, shortino e renziano: sono queste le dieci parole della lingua italiana tra le più usate e diffuse nel corso del 2014, che hanno conosciuto grande popolarità, sui mezzi di informazione e sui social network.

La top-ten dei neologismi è stata redatta per l'AdnKronos dalla professoressa Valeria Della Valle, titolare della cattedra di linguistica italiana alla Sapienza di Roma e co-direttrice del Dizionario dei Neologismi della Treccani e dell’Osservatorio neologico della lingua italiana del CnrSi tratta di dieci parole in gran parte destinate a rimanere a lungo nella lingua parlata e scritta dell’italiano, anche se, tiene a precisare la professoressa Della Valle, alcune di loro "pur se percepite come nuove, in realtà sono già attestate da un po' di tempo". 

"Ci sono fenomeni che favoriscono la diffusione di una parola o di un’espressione che già esisteva ma che grazie ad essi acquistano una notorietà improvvisa tanto da essere considerati dei neologismi anche se non lo sono", osserva Della Valle. È il caso dell’espressione "bomba d’acqua" che esiste da anni e che è anche registrata nei vocabolari ma che tra il 2013 e il 2014 a causa dei ripetuti eventi atmosferici estremi che hanno colpito l’Italia si è diffusa in maniera massiccia ed è "avvertita come nuova", tanto da usarla come sinonimo quasi alla moda per indicare un violento temporale o un nubifragio. 

Tra le parole che più hanno spopolato nel 2014 c’è indubbiamente "selfie", un anglismo ormai tranquillamente accettato e riconosciuto nella lingua italiana, che ha esordito già all’inizio del 2013 con prime attestazioni scritte. "Selfie", osserva Della Valle, "è qualcosa di più di un autoscatto tradizionale, è un autoscatto fatto con uno smartphone e poi condiviso sui social network. 

Accanto alla parola "femminicidio" che si è imposta da tempo, in questo scorcio di 2014, sull’onda di tragici fatti di cronaca, è comparso in queste settimane il termine "figlicidio", che tuttavia, precisa ancora Della Valle, non può essere considerato un neologismo in quanto c’è già nei vocabolari e la sua prima attestazione risale addiritura al 1906. Vasta diffusione ha registrato anche "cyberbullismo", con il significato di comportamento persecutorio compiuto attraverso internet. Grande affermazione nel 2014 anche per "drone", parola che indica un veicolo privo di pilota e comandato a distanza. Anche in questo caso, precisa Della Valle, non è un vero e proprio neologismo, dato che è attestato dai lessicografi già dal 1987, "ma è nuovo il fenomeno planetario che oggi esso rappresenta".

Dal linguaggio giovanile emerge poi "shottino" (o "shortino"), per indicare il bicchierino superalcolico di gran moda negli happy hour del venerdì o sabato sera, peraltro appena registrato nel Vocabolario Zingarelli 2015. Netta affermazione popolare dal linguaggio virtuale per "hashtag", un tipo di tag utilizzato in alcuni social network per creare delle etichette.

Quello che un tempo si definiva il politichese, lascia in eredità innanzitutto "Jobs Act", di sicuro uno dei neologismi più citati nel dibattito politico, economico, sindacale e sociale, tanto da diventare "un’espressione familiare per un gran numero di italiani". Per efficacia linguistica, Della Valle promuove lo "sblocca-Italia", una locuzione messa in circolo dal governo Renzi, che "con efficacia indica subito l’intento di voler sbloccare una situazione economica stagnante, ferma, bloccata". "Mentre il pur diffuso Jobs Act rimane per certi aspetti indecifrabile dal punto di vista lessicale", spiega la studiosa, "sblocca-Italia appare una trovata geniale perché immediatamente comprensibile".

Infine c’è il capitolo delle nuove parole legate al presidente del Consiglio Matteo Renzi che è arrivato al governo nel 2014, dopo che il 2013 aveva visto il suo ingresso nei vocabolari grazie al sostantivo "rottamatore". A parere di Valeria Della Valle sono ben quattro le parole collegate a Renzi destinate a essere segnalate nel medio-lungo periodo: ovvero "renziano", "renzismo", "renzista" e "renzino" (quest’ultima con una componente scherzosa che si prende gioco dei seguaci del premier e leader del Pd).