Brescia, cardiologo si intascava i soldi delle visite senza versarle all'ospedale: è accusato di peculato

La perquisizione nell'ambulatorio del noto professionista è avvenuta davanti ad alcuni pazienti e a diversi colleghi dell'ospedale. Ora avrà 20 giorni di tempo per dare una sua versione dei fatti o preparare una memoria difensiva

Prima avrebbe visitato i suoi pazienti privatamente, all'interno dell'ambulatorio dentro l'ospedale pubblico della città in cui lavora da tempo e dove in molti lo consocono. Poi, però, non avrebbe versato la quota prevista e si sarebbe intascato tutto il denaro. È accaduto a Brescia dove, secondo la Procura, un cardiologo di 63 anni, molto noto in città, avrebbe commesso questo reato ai danni della struttura ospedaliera cittadina. Secondo quanto riportato da Brescia Today, l'accusa nei confronti di Pompilio Faggiano, medico di origine pugliese ma residente a Brescia da diverso tempo, formulata dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, è quella di peculato. Ovvero una forma di appropriazione indebita.

Le visite e i soldi ricevuti

In base a quanto ricostruto dagli inquirenti, il dottore, in circa otto mesi, avrebbe effettuato 51 visite, dal 4 gennaio al 28 agosto di quest'anno, come libero professionista, all'interno dell'ospedale Civile senza però versare, come previsto dalla normativa in vigore, la quota che spettava all'azienda ospedaliera per l'utilizzo della strumentazione e degli ambulatori dove lui visitava i suoi pazienti. Secondo quanto riportato dal quotidiano lombardo, in tutto, il cardiologo avrebbe trattenuto circa 8.650 euro di visite.

Le fiamme gialle davanti ai pazienti

Ma oltre al reato, ad aver fatto parlare del fatto, era stata la visita della guardia di Finanza di Brescia niell'ambulatorio del medico in questione, avvenuta davanti ad alcuni pazienti e ad altri medici. Secondo quanto ricostruito, le fiamme gialle avevano fatto irruzione per perquisire a fondo gli ambienti dove il cardiologo effettuava le sue visite, proprio in un momento in cui erano presenti delle persone nella struttura. Il blitz era avvenuto davanti ai colleghi di Faggiano e a delle persone in attesa nel suo studio.

Cosa dovrà fare il medico

Una volta formulata l'accusa e notificato l'avviso di chiusura delle indagini, il cardiologo avrà a disposizione del tempo per difendersi. In particolare, potrà usufruire di 20 giorni di tempo per raccontare la sua versione dei fatti, spiegare i motivi della sua condotta (ritenuta illecita) e, soprattutto, difendersi davanti al pubblico ministero. Oppure potrà depositare una memoria scritta.

Il caso simile

Un caso simile a quello di Brescia ha riguardato un altro cardiologo che lavorava all'ospedale Maggiore di Crema, in provincia di Cremona. In quel caso, l'uomo, secondo quanto riportato da Milano Today, era finito nei guai per avere visitato privatamente 2.500 pazienti, nonostante avesse un contratto di lavoro con lo vincolava a svolgere la libera professione in regime di esclusività con l'ospedale stesso, e per avere utilizzato i macchinari dell'ospedale.

Commenti

cir

Gio, 05/12/2019 - 20:15

roba da matti...infierire cosi' pesantemente su una partita IVA, veri eroi della nostra economia...

Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 05/12/2019 - 21:54

Fedina penale sporcata per meno di 9000 euro? Mah!

Duka

Ven, 06/12/2019 - 08:13

Se guardassero nei piccoli centri che cosa succede a proposito di "visite mediche" si riempirebbero le galere.

ruggerobarretti

Ven, 06/12/2019 - 09:56

Qualcosa non mi torna in questo meccanismo, almeno cosi come viene descritto nell'articolo. L'anno scorso ho dovuto sostenere delle visite cardiologiche specialistiche presso il policlinico della mia Regione; visite tenute in "intramoenia" dal primario di cardiologia. Ho sbrigato tutta la prassi amministrativa, pagamento incluso, al CUP. Il medico da me non ha ricevuto, direttamente, un centesimo. Ecco, magari in Lombardia adottano un'altra modalita', questo non lo.