Brindisi, il debito colossale di Confcommercio. Ora rischia di chiudere

Esposizione di ottocentomila euro. Gli organi nazionali pensano a dichiarare la decadenza dell’ufficio brindisino

Ottocentomila euro di debiti tributari e contributi previdenziali non versati, gravi carenze in termini di trasparenza ed efficienza, in particolare sui documenti relativi all’attività dell’ente, uno statuto non conforme, tra gli altri, ai principi di correttezza contabile. Sono i macigni caduti addosso alla Confcommercio di Brindisi alla chiusura delle indagini commissionate a una società da Confcommercio nazionale.

Risultati pesanti che ora rischiano di produrre una decisione senza precedenti e che potrebbe gettare in una gravissima crisi di leadership e di identità il commercio del capoluogo pugliese. La giunta nazionale di Confcommercio, infatti, ha chiesto al consiglio nazionale di pronunciarsi nel mese di ottobre addirittura sulla decadenza della Confcommercio di Brindisi.

Tra gli esiti clamorosi dell’inchiesta anche l’assenza per un triennio – dal 2012 al 2014 – di tutti i libri nei quali si conservano verbali di riunioni e tutti gli attestati che concernono delibere di approvazione di bilancio.

Confcommercio spiega la drammatica situazione con il calo di iscritti e la profonda crisi del settore di questi anni. Non si esclude che la scomparsa di Confcommercio comporti, in realtà, l’accorpamento con le sedi di Bari o di Taranto.