Buoni, Poste condannata a pagare gli interessi "negati"

Il giudice in Campania dà ragione al ricorso di alcuni risparmiatori contro la decisione di non corrispondere quanto pattuito trent'anni fa

Le Poste non pagano gli interessi promessi trent’anni fa ma i cittadini fanno ricorso e ottengono dal Tribunale che gli venga liquidato tutto. La sentenza dei giudici che dà ragione al ricorso proposto dal Codacons, ora, rischia di far da giurisprudenza e aprire una raffica di ricorsi giudiziari contro la decisione di Poste.

La decisione è stata assunta, come riferisce Il Mattino, dai magistrati del tribunale di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Alla giustizia s’erano rivolti numerosi cittadini che, dopo aver sottoscritto trent’anni fa dei buoni, s’erano visti corrispondere una percentuale di interessi nettamente inferiore a quella che era stata promessa al tempo della sottoscrizione.

Per nulla rassegnati a lasciar correre, i risparmiatori hanno presentato ricorso insieme al Codacons chiedendo che Poste corrispondesse loro quanto era stato pattuito. La serie dei buoni in questione, quella marcata “0” è stata emessa tra il 1982 e il 1983. Si trattava di investimenti molto vantaggiosi per quanto a lungo termine. La durata dei buoni, calibrata sul termine minimo dei vent’anni, era “allungabile” fino ai trent’anni. Chi avrebbe deciso di avvalersi di tale opzione avrebbe beneficiato di una speciale e redditizia premialità bimestrale. In pratica, alla fine dei tre decenni, si potevano riscuotere importanti interessi sulla cifra investita, che sarebbe quasi decuplicata. Ma al momento della tanto sospirata scadenza, la brutta sorpresa contro cui i cittadini hanno deciso di proporre il ricorso accolto dai magistrati salernitani.

La battaglia legale è iniziata due anni fa, nel 2014. Ora, dopo la pronuncia della prima sezione del tribunale di Nocera, Poste Italiane dovrà rifondere non solo gli interessi originari ma pure quelli legali e le spese legali ai ricorrenti.

Commenti

Martinico

Dom, 16/10/2016 - 18:36

Molto bene. Adesso le poste faranno appello, poi cassazione e se infine saranno ancora condannati a pagare, continueranno a non farlo e così ricomincerà una battaglia legale dove alla fine del secolo i pronipoti dovranno lasciar perdere per manifesta inferiorità di ottenere un diritto.

Ritratto di mbferno

mbferno

Lun, 17/10/2016 - 07:34

BEN VI STA. Gli investimenti con le poste sono una vera truffa.