Cagliari, raid di cinesi contro nuovo salone, ferita giovane sarda

Agli orientali non era andato proprio giù il fatto che un nuovo salone, gestito da un italiano, avesse aperto nelle vicinanze della loro attività. La giovane vittima è stata aggredita e scaraventata contro la vetrata del locale, andata in frantumi: nullo l’intervento della polizia

Arriva questa sera la notizia di una brutale aggressione avvenuta qualche settimana fa a Quartu Sant’Elena (Cagliari) all’interno di un salone da parrucchiera.

A rendersi protagonisti del violento gesto alcuni cinesi, che hanno fatto irruzione nel locale per vendicarsi della nuova inattesa concorrenza portata dall’attività sorta a poche decine di metri dal salone da loro gestito.

La storia ha inizio dal licenziamento di una giovane sarda, che lavorava proprio per quel salone, come racconta il titolare della nuova attività Mariano Paolella. “Dopo più di un anno di stipendi monchi o non visti l’hanno licenziata e mi ha chiesto aiuto. Io così ho aperto un salone per mia figlia e lei.”, ha raccontato l’uomo su “CagliariPad”.

Appena avviata la nuova attività, ecco presentarsi la titolare del salone cinese, che minaccia la figlia di Paolella e la sua ex dipendente. Preoccupate per l’episodio, le due ragazze chiedono l’intervento della polizia. Sembra sufficiente questo per riportare l’ordine, tuttavia, a neppure un’ora di distanza il problema non solo si ripresenta ma si arricchisce di risvolti decisamente più gravi e preoccupanti. È sempre Paolella a raccontare gli ulteriori sviluppi della situazione. “Cinque cinesi sono tornati nel negozio e hanno circondato mia figlia, che è stata scaraventata sulla vetrata del locale e mandata all’ospedale.”

Subito dopo la brutale aggressione viene girato un video, che testimonia la violenza dei cinesi. Si nota chiaramente la porta d’ingresso completamente divelta e la vetrata spaccata, in sottofondo il pianto disperato di una delle due vittime dell’aggressione. In seguito al nuovo episodio l’unica soluzione è allertare nuovamente le forze dell’ordine. Sopraggiunge la medesima pattuglia, ma gli agenti, come riferisce ancora Paolella, non hanno fatto nulla. “Questa è gente che non gradisce una leale concorrenza. Sono rimasto perplesso dall’intervento della polizia. Le autorità competenti non possono far passare lisce queste vicende. Quello successo è un atto intimidatorio vero e proprio. Dal mio punto di vista è piuttosto allarmante. Sapendo che non serve fare denuncia si pensa sempre a farsi giustizia da soli.”

Commenti
Ritratto di Evam

Evam

Ven, 26/10/2018 - 23:19

Adesso anche i cinesi non vogliono più essere da meno di tutta quella massa di non italiani che intendono usare l'Italia a proprio parere e piacimento.

killkoms

Ven, 26/10/2018 - 23:30

e poi saremmo noi i razzisti!