Cairo al "Corriere". Ma la sfida continua

Dietro il cambio di guardia al Corriere si è insomma consumato un intrigo il cui obiettivo va oltre il controllo della Rcs

È l'estate che cambia la faccia all'informazione. La Rai di Renzi spegne libertà e pluralismo affidando tutti i suoi tre tg, cosa senza precedenti, a direttori scelti personalmente dal presidente del Consiglio. Sul fronte della carta stampata, La Repubblica, La Stampa di Torino e Il Secolo XIX di Genova hanno completato pochi giorni fa la fusione in un unico polo editoriale a guida di Carlo De Benedetti, un concentrato di potere che l'Ingegnere metterà al servizio del potente di turno (che oggi ha il nome di Matteo Renzi) ovviamente ricambiato da altrettante carinerie. Interessante anche la partita per il controllo del Corriere della Sera. Ieri Urbano Cairo, vincitore della scalata che lo contrapponeva ai vecchi soci rimasti dopo l'uscita del gruppo Fiat, è ufficialmente entrato alla guida della Rcs. Già al timone della tv La7 oltre che editore di una decina di ottimi periodici Cairo non è certo stato accolto a braccia aperte dagli ex proprietari, tra i quali Diego Della Valle e Tronchetti Provera. Il passaggio di consegne è avvenuto, ma la partita potrebbe non essere chiusa definitivamente, tra esposti alla procura e alla Consob (l'organismo di controllo della Borsa) per presunte irregolarità nel rastrellamento delle azioni da parte di Cairo.

Si è detto e scritto che questa è stata la sfida tra un giovane e bravo imprenditore puro, Cairo, e i vecchi secondo alcuni decotti - salotti della finanza milanese. È vero ma solo in parte. Lo scontro vero è probabilmente un altro. Da una parte Banca Intesa, sponsor di Cairo, dall'altra Mediobanca che attraverso Bonomi ha guidato la controffensiva, fallita, di Della Valle e Tronchetti. Con sullo sfondo uno spettatore molto interessato, Carlo De Benedetti, che forse non ha solo assistito ma magari dispensato consigli interessati. L'Ingegnere, appassionato di editoria, gode infatti di una forte amicizia con Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa e regista del recente salvataggio dal fallimento di Sorgenia, azienda di De Benedetti stesso.

Dietro il cambio di guardia al Corriere si è insomma consumato un intrigo il cui obiettivo va oltre il controllo della Rcs. Una guerra che non si può certo chiudere con l'insediamento di Cairo in via Solferino e con una stretta di mano tra vinti e vincitori. Ne vedremo delle belle, perché quando a questi livelli ci si mena, la rivincita è d'obbligo.

Commenti

edo1969

Gio, 04/08/2016 - 20:31

ha ragione sallusti e dico anche che il presidente del consiglio che manda i figli alla scuola americana è uno schifo, infatti dopo quell'articolo voterò sì al referendum e voto PD alle prossime elezioni

E_L

Ven, 05/08/2016 - 08:37

ehi Edo, guarda che se vuoi mandare a casa Renzi devi votare NO al referendum eh!!!! e poi voti ancora PD?

Ritratto di lucavelasco

lucavelasco

Ven, 05/08/2016 - 09:31

Nei giornaloni nessuno si mena. Chi li possiede e chi lo vorrebbe sono di pasta identica. A rendere virtuale la vicenda ci pensano i banchieri che affidano i nostri soldi non a imprenditori capaci di restituirli bensì ai DeBenedetti di turno. La cosa va storta ed eccoti politica e salvataggi. In Europa lo sanno da tempo. Noi no.