Canone Rai, cosa fare per non pagare

Ecco chi ha diritto a non pagare il canone Rai e come deve comportarsi per ottenere l'esonero

Com'è noto dal luglio 2016 il canone Rai si paga con la bolletta dell'elettricità. Ma alcune categorie di cittadini hanno diritto all'esonero. Ricapitoliamo quali sono: in primo luogo chi non ha la tv. In questo caso devono compilare il modulo dell’Agenzia delle Entrate chiarendo bene che in nessuna loro abitazione dove è attiva un’utenza elettrica a loro intestata, si trova un apparecchio tv

Viene esonero dal canone anche chi abbia compiuto 75 anni di età ed abbia un reddito annuo non superiore a 6.713 euro. Anche in questo caso bisogna chiedere l'esenzione inviando la dichiarazione sostitutiva, compilando l'apposito modulo dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso il modulo deve essere trasmesso una sola volta.

Vi sono, infine, alcune particolari categorie di persone che possono essere esentate: agenti diplomatici; funzionari e impiegati consolari; funzionari di organizzazioni internazionali, militari non italiani o personale civile non residente in Italia, di cittadinanza straniera, appartenente a forze Nato e di stanza in Italia. Tutte queste categorie sono esonerate, ma devono prima scaricare la dichiarazione sostitutiva loro riservata (scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate).

Per evitare guai ricapitoliamo i passi da fare per chi ha diritto all'esonero. La prima cosa che dobbiamo tenere bene a mente è questa: il canone si deve pagare una volta sola, a prescindere dal numero di apparecchi tv che possediamo all'interno del nostro nucleo familiare. Vale la regola che si paga un canone per una famiglia. E se un figlio che magari abitava in un altro nucleo familiare torna a vivere coi suoi, come ci si deve regolare? Conta la data: se il trasferimento avviene, ad esempio, il 15 gennaio, se nella casa in cui vivea prima aveva una tv dovrà pagare il vecchio canone almeno fino a giugno, mentre i genitori pagherano per l'intero anno.

Le date assumono una grande importanza. Ogni anno va presentata la domanda di esonero, ovviamente rispettando il termine del 31 gennaio. Occhio anche alla residenza: se quest'ultima è cambiata potrebbero esserci problemi. Fa fede la data che è scritta nello stato di famiglia. Altro elemento da non sottovalutare: il passaggio ad un altro operatore dell'energia elettrica, con tutti i ritardi che potrebbero esservi nella comunicazione dei dati.

Cosa fare per avere il rimborso

Chi paga la bolletta elettrica alla Posta, bisogna ricordarsi di saldare solo la parte che riguarda la corrente, ma rè altresì necessario indicare nella causale il motivo. Ma non finisce qui: bisogna mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Agenzia delle Entrate, allegando la copia della precedente richiesta di esonero (con il modulo e le ricevute della precedente raccomandata). In questa comunicazione bisogna ricordarsi di segnalare l’errore e chiedere che venga corretta la propria posizione. Sul rimborso non esistono, al momento, tempi certi. Diversa è la situazione per chi paga la bolletta elettrica con addebito sul proprio conto. In questo caso bisogna presentare richiesta di rimborso in via telematica (o per raccomandata). Volendo si può chiedere alla propria banca di fermare la domiciliazione della bolletta, e pagare solo la quota relativa all'elettricità, in attesa che si chiarisca il problema, dopo aver segnalato la richiesta di esonero all’Agenzia delle entrate.