Caputo confessa: "Molestai l'amichetta, ma non ho ucciso Fortuna Loffredo"

Per la prima volta Raimondo Caputo confessa di aver molestao la figlia più grande della sua ex compagna: "Avevo paura, ma Fortuna Loffredo l'ha uccisa lei"

"Non sono uno che guasta i piccirilli". Lo ripete da mesi Titò, all'anagrafe Raimondo Caputo, l'uomo accusato di aver violentato e ucciso la piccola Fortuna Loffredo, morta a soli 6 anni precipitando nel vuoto dal palazzo dove abitava nel parco Verde di Caivano (Napoli).

Ma stavolta Titò cambia versione e, come riporta il Mattino, confessa di aver in effetti molestato una delle bambine per cui è a processo. "Dottò, ve lo ripeto, sono un ladro, e qualche volta lo ammetto ho toccato l’amica del cuore di Fortuna", ha detto in aula Caputo, "Lo facevo e lo sapevano in casa. Sia Marianna, la madre della bimba, che la nonna Angela Angelino. Lo sapevano e non dicevano niente, dottò".

L'"amica del cuore" di Fortuna è la prima figlia di Marianna Fabozzi, ex convivete di Caputo e anche lei imputata per concorso in violenza sessuale. È stata lei, che oggi ha 11 anni, a puntare per prima il dito contro Titò.

“Vi dico la verità", ha continuato l'uomo, parlando in modo informale dal momento che l'udienza non si è tenuta per uno sciopero, "Marianna ha ucciso nel 2013 il suo figlio più piccolo Antonio Giglio (anche lui morto cadendo dallo stesso palazzo, ndr)perché secondo lei impediva la nostra convivenza. E allo stesso modo ha fatto con Fortuna perché odiava sua madre Mimma Guardato e voleva farle un dispetto. Non ho detto niente sulla morte del bambino per paura che lei mi denunciasse per le cose che facevo con la figlia più grande. Ma ora mi date la colpa di essere l’assassino di Fortuna. E non è vero. Quella mattina Marianna ha afferrato Fortuna per i piedi, graffiandola. L’ha sollevata e mentre la bambina cercava di liberarsi l’ha gettata via come un pezzo di carta sporca. Però, dottò, le è rimasta la scarpetta in mano, che ha lanciato via in direzione del ballatoio di una vicina, Rachele Di Domenico che, come avete accertato dalle intercettazioni, ha fatto sparire il sandaletto per non avere guai. Li sopra c’erano le impronte di Marianna".

Commenti
Ritratto di makko55

makko55

Mer, 12/04/2017 - 17:29

Che essere schifoso, non esiste aggettivo dispregiativo che lo qualifichi, è impossibile immaginare una pena che ripaghi quella creatura oltraggiata.