In carcere per 18 furti, offre 200 euro a vittime e esce dopo soli 3 mesi

Un 33enne albanese ha ottenuto gli arresti domiciliari, perché il suo gesto dimostrerebbe "un sicuro pentimento"

Due colpi in una notte, poi altri tre a pochi giorni di distanza. E altri ancora nelle notti successive, fino ad arrivare a un totale di 20 furti, in poco più di un mese.

Un anno fa, una banda di romeni e albanesi era riuscita a saccheggiare varie abitazioni nelle province del Torinese, portando via gioielli, oro, orologi costosi, denaro in contanti e persino automobili. I colpo fruttatano parecchie migliaia di euro ad ogni membro della banda. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, uno dei ladri, arrestato ad aprile, con l'accusa di aver partecipato a 18 dei 20 furti e indagato per altri 15 colpi, messi a segno tra il 2014 e il 2015, è riuscito ad ottenere gli arresti domiciliari, dopo aver scontato solamente tre mesi di carcere. I domiciliari gli sono stati assegnati in cambio di un risarcimento, che il ladro ha dovuto versare ad ogni famiglia derubata: 200 euro ad ogni vittima e 300 a chi aveva subito anche il furto dell'auto.

Il risarcimento è sicuramente parziale ma, nonostante questo, dal gesto emerge chiaro, a detta del gip, "un corretto comportamento processuale" e il tribunale ha accolto la tesi della difesa, che sosteneva come l'indagato avesse dato fondo a tutti i suoi risparmi, per dare quel denaro alle famiglie derubate. Questo gesto dimostretebbe "un sicuro pentimento da parte di un uomo formalmente incensurato e alla sua prima esperienza detentiva".

Insieme al 33enne albanese posto ai domiciliari, che ha sempre dichiarato di aver fatto solo da autista, era stato arrestato anche un 42enne rumeno. Altre quattro persone, di nazionalità albanese e romena, risultanoi invece irreperibili.

I furti, commessi tra il 6 ottobre e il 12 novembre 2018, fruttarono un bottino composto da Rolex, cronografi Sector, bracciali in oro, brillanti e diamanti e somme in contati dino a 3mila euro.