Il cardinale Burke "contro" Avvenire: la lettera che fa discutere

"Botta e risposta" tra il cardinale Burke e il direttore di Avvenire. Al centro della polemica alcune frasi rilasciate in un'intervista dal cardinale

Una polemica tra un ecclesiastico di vertice e il direttore di Avvenire. Il cardinale Burke è uno dei quattro porporati che ha sollevato i "dubia" su Amoris Laetitia. L'esortazione apostolica di Bergoglio che tanto ha fatto discutere gli episcopati, i vaticanisti, i teologi e i commentatori. Da quel momento in poi la sua linea non è mai cambiata: fedele al Papa e alla Chiesa cattolica, ma intransigente in materia dottrinale.

Raymond Leo Burke ha più volte evidenziato l'esistenza di una certa "confusione" tra i fedeli. Le interviste che ha rilasciato in questi anni e le prese di posizione contro l'accesso alla comunione per i divorziati risposati hanno fatto sì che venisse etichettato come il capofila dei tradizionalisti. Meglio: come il principale contestatore di Papa Francesco. Il botta e risposta tra il patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta e il direttore Marco Tarquinio nasce per via di un articolo pubblicato, nella sua rubrica, da Gianni Gennari.

Nel pezzo in questione, stando a quanto scritto dallo stesso cardinale in una lettera inviata al direttore del quotidiano della Cei, Gennari avrebbe evocato il convegno "svoltosi a Roma lo scorso 7 aprile al quale partecipavo come relatore, affermando che il sottoscritto avrebbe parlato - sottolinea il cardinale citando - «della Chiesa di oggi come se stesse attraversando il tempo dell’Anticristo, riferendosi a esso con citazione del par. 675 del Catechismo della Chiesa cattolica, lasciando il sospetto che quella “prova finale” sia in qualche modo già anche oggi vissuta all’interno della Chiesa, anche se per fortuna alla fine vincerà il “Giudizio di Dio”»".

Burke si sarebbe in qualche modo riferito alle "condizioni di salute" della Chiesa cattolica contemporanea facendo addirittura riferimento all'Anticristo. Ma il porporato protesta. "Nel mio intervento - prosegue Burke - dell’Anticristo non facevo alcun cenno, nemmeno implicito, anche perché estraneo all’oggetto del mio discorso in quella sede. Del pari assenti riferimenti espliciti o impliciti al contenuto del par. 675 del Catechismo della Chiesa cattolica".

Il cardinale, insomma, chiede una rettifica e, pare di capire, soprattutto le scuse. Poi il tiro si alza un po': "A tale ferma e decisa presa di posizione - chiosa Burke - auspico sia data massima chiarezza e disponibilità, al fine che possa esser indubbio che il quotidiano di ispirazione cattolica da lei diretto, non approvi, sia pur implicitamente – Dio non voglia! – questi attacchi alla mia persona e, attraverso me, alla Chiesa cattolica". E Marco Tarquinio replica.

Il direttore di Avvenire evidenzia, tra le altre cose, come: "Il richiamo di Gianni Gennari a sue dichiarazioni «apocalittiche» con tanto di citazione del par. 675 del Catechismo, relativo alla «massima impostura religiosa», quella dell’Anticristo, non è de relato, ma assolutamente verificato, basato sulla lettura di parole sue o a lei attribuite e da lei non smentite". E ancora:"Gennari – nella rubrica che tiene da molti anni con piglio di giornalista e finezza di teologo – non ha mai scritto che lei ne abbia parlato nel convegno del 7 aprile, del quale questo giornale ha dato correttamente conto, ma «in contemporanea»".

Burke, insomma, avrebbe rilasciato quelle dichiarazioni in un'intervista di lancio del convegno del 7 aprile, quello in cui ci si è chiesti in che direzione stesse andando la Chiesa cattolica. Tarquinio, dopo una serie di argomentazioni, chiude così:"Chi si scuserà per aver alimentato, anche attraverso una «rete “arcigna e ciarliera”» distesa attraverso internet, confusione e divisione nella Chiesa e contro il Successore di Pietro? Chi riparerà, e come?".

Se non fossero questioni di fede, quindi non catalogabili attraverso le categorie tipiche della politica, si direbbe che "stanno volando stracci". Tra chi? Tra "bergogliani" e "antibergogliani" direbbe qualche commentatore facilone.