Carla Spagnoli: "Le "Rossana"? Lo avevamo già annunciato nel 2014"

La pronipote della fondatrice della Perugina si dice "arrabbiata e amareggiata" per le scelte di investimento della Nestlé

"Secondo me alleggeriranno ancora l'azienda e poi pian piano venderanno altri pezzi della Perugina". Carla Spagnoli, presidente del Movimento per Perugia e pronipote di Luisa, inventrice del Bacio, non usa mezzi termini. La notizia di una "dismissione" di fatto delle caramelle "Rossana" da parte della Nestlé la lascia "amareggiata ed arrabbiata". Non bastano i 60 milioni di investimento promessi dall'azienda svizzera.

Di cosa accusa la Nestlé.
"Non investono più in nulla, così nelle caramelle come nella cioccolata. Non creano prodotti innovativi. E anche il "Bacio" non è più quello di una volta.

Cosa intende dire?
"Le nocciole non sono quelle che si usavano a suo tempo. L'impasto non è più lo stesso. Le scaglie di cioccolata assorbono umidità e i "Baci" diventano secchi dopo pochi giorni che vengono messi in vendita".

Cosa significa per la famiglia Spagnoli sapere che le "Rossana" non rientrano nei piani della nuova Perugina?
"Non solo la "Rossana". Lo stesso discorso vale per altri prodotti. Sono tutte creature della mia nonna. È come perdere l'identità. È finita. La multinazionale ragiona con una mentalità diversa. Le faccio un esempio: durante la manifestazione per i cento anni del "Bacio", parlai con uno dei manager Nestlé. No sapeva nemmeno chi fosse mia nonna, la fondatrice dell'azienda che stava guidando. La Perugina, evidentemente, non gli interessa. Per questo non ci mettono l'anima, il cuore e la passione. sono guidati esclusivamente dall'interesse economico. Ma non è solo colpa loro".

E di chi, allora?
"I sindacati. Loro sono stati la rovina dell'azienda. Una volta erano sempre sul piede di guerra. Facevano i ricatti: Buitoni, prima di vendere, dovette assumere 400 dipendenti anche se era in crisi. Poi boicottavano i prodotti, addirittura mettendo i denti cariati nei "Baci". Da quando c'è la Nestlé, invece, sono stati sempre zitti".

La governatrice Marini, riferendosi alla presentazione del piano industriale, ha detto che ci sono "luci e ombre".
"Vorrei sapere Quali sono le luci. Io non le vedo. Le colpe vanno ripartite tra lei, i sindacati e i parlamentari di destra e sinistra eletti nella nostra regione. Nessuno si è mosso per salvare la Perugina. Possibile che anno scorso, quando hanno lasciato a casa i lavoratori stagionali, non Abbiano capito che saremmo finiti a questo punto?"

Eppure la fiction della Rai aveva riacceso i fari sulla Perugina. Cosa direbbe oggi Luisa Spagnoli, sapendo che le "Rossana" non sono più parte fondamentale del progetto dell'azienda?
"Che sono tutti una massa di incapaci".

Commenti
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sergio pianese

Mer, 02/03/2016 - 22:16

VORREI RICORDARE ALLA SIGNORA SPAGNOLI :LA BUITONI ERA DELLO SVIZZERO DE BENEDETTI,I SINDACATI SONO TUTTI DI SINISTRA O QUASI, LA REGIONE UMBRIA E' GOVERNATA DA SEMPRE DALLA SINISTRA COMPRESA LA PROVINCIA E FINO AD UN ANNO FA ANCHE LA CITTA'. I MANDANTI DEL DISASTRO HANNO NOME E COGNOME.PRODI ,DE BENEDETTI E LA SINISTRA ITALIANA .

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manganellomonello

Mer, 02/03/2016 - 22:42

Carla Spagnoli ha ragione. Colpa dei comunistacci rossi che imperversano in Umbria da sempre.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 03/03/2016 - 01:14

La mia personale impressione è, oltre alla opinione di Donna Luisa Spagnoli, che oltre a degli incapaci sono degli autentici venduti: hanno venduto la speranza di chi lavorava in quella fabbrica e il futuro dei loro figli tradendo l'impegno e la dedizione della fondatrice. Mi sovviene che la multinazionale Nestlé è quella che produce il latte per i neonati, chissà che sapore ha quello per i pargoli delle coppie omosessuali, e si prodiga con campagne per il Terzo Mondo prossimo venturo qui da noi considerato che per vivere gli italiani devono seguire le orme dei lori bisnonni, migrare oltre Atlantico e chi rimane dovrà soggiacere alle plutocrazie e agli isterismi delle "congreghe ideologiche".

maurizio50

Gio, 03/03/2016 - 08:08

La signora Spagnoli ha detto una verità che tutti conoscono: dove ci sono di mezzo i Sindacati, le aziende vanno in rovina. E' successo in centinaia di altri casi. Motta, Alemagna, si dice della Buitoni, ora della Perugina. Invece che curare la produzione , la boicottavano. Poi quando le aziende chiudono , come rimedio, scioperano. Mentalità vetero comunista risalente ai dettami leninisti. Ed in Italia gli iper-idi.oti ancora credono a Madama Camusso e soci!!!!!!

giovauriem

Gio, 03/03/2016 - 08:21

carla spagnoli , oltre a parlare , che altro ha saputo fare , lei e la sua famiglia , non mi si venga a dire che è stato il destino a far finire la gloriosa perugina in mani straniere .

Ritratto di claudio52

claudio52

Gio, 03/03/2016 - 11:14

LA SIGNORA CARLA HA PERFETTAMENTE RAGIONE! SINDACATI E MULTINAZIONALI SONO LA ROVINA DI QUESTO PAESE. BASTA GUARDARSI ATTORNO. COME SONO FINITE LE GRANDI AZIENDE DOPO LA CURA DEI VARI POLITICI E FINANZIERI DI TURNO. MANCA L'AMORE PER QUELLO CHE FANNO. I SINISTRATI SONO ANDATI AVANTI PER ANNI AD ACCUSARE CHI FACEVA IMPRESA DICENDO CHE ERANO PATERNALISTI. ED ORA ANDATE A DIRLO AGLI AD DELLE IMPRESE ESTERE IN ITALIA CHE DISMETTONO PRODUZIONI CHIUDONO PORTANDO ALL'ESTERO TUTTO. LE COLPE MAGGIORI SONO DI CERTI POLITICI E CERTI SINDACALISTI CHE DOVE METTONO MANO RIVINANO TUTTO. E SI' CHE IN QUESTO "SINISTRATO" PAESE NE ABBIAMO DI ECCELLENZE. SE OGNI TANTO IMPARASSIMO DAI GRANDI GRUPPI FRANCESI O TEDESCHI O INGLESI COME SI GESTISCONO LE AZIENDE.....LORO DIFENDONO E QUALIFICANO LA LORO INDUSTRIA E NON LA SVENDONO. MEDITATE GENTE MEDITATE!