Cartelle e sanzioni: cosa fare per vincere il ricorso

Multe e cartelle accompagnano la vita quotidiana di milioni di italiani. Ecco le mosse giuste da fare per vincere il ricorso (nel 90% dei casi)

Multe e cartelle accompagnano la vita quotidiana di milioni di italiani. E così c'è chi a volte paga pur non dovendo. Le cartelle e le notifiche delle multe spesso possono essere impugnate e in molti casi il ricorso diventa vincente. Bisogna però intervenire con una parssi precisa per essere certi di evitare il pagamento della sanzione. L'avvocato Antonio Petrin su questo punto è molto chiaro e dà qualche dritta su come difendersi dalle multe: "E’ importante sapere che nel momento in cui ricevete una cartella esattoriale, potete contestare solo ed esclusivamente due aspetti: il primo riguarda la mancata notifica del verbale richiamato nella cartella stessa, il secondo riguarda la prescrizione che in materia di multe è di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa l’infrazione. L’aspetto più importante riguarda proprio la notifica delle multe, situazione in cui si verificano i principali casi di nullità che possono portare all’annullamento della cartella esattoriale. Pertanto, ricevuta la cartella esattoriale, prima di procedere al pagamento o alla rateizzazione, sarebbe opportuno verificare le modalità con le quali il verbale è stato notificato, ad esempio con una richiesta di accesso agli atti inoltrata all’organo che ha accertato l’infrazione, o tramite servizi on line che alcuni Comuni mettono a disposizione dei cittadini". Poi precisa: "Nell’ipotesi in cui il verbale venisse ritirato personalmente dal trasgressore (art. 138 cpc) con propria firma sulla relata di notifica, non resterebbe altra soluzione che quella di pagare, poiché un eventuale ricorso verrebbe sicuramente respinto. Nel diverso caso in cui la multa venisse ritirata da un vicino o dal portiere dello stabile (art. 139 cpc) il postino è obbligato per legge ad inviare una raccomandata di avviso al destinatario avvisandolo che la multa è stata ritirata da uno dei soggetti di cui sopra; in assenza di tale raccomandata, la notifica è considerata nulla ed un eventuale ricorso non potrebbe che avere un esito positivo. Ultima ipotesi riguarda il caso in cui il destinatario sia temporaneamente assente (art. 140 cpc); in tali casi la norma prevede che l’ufficiale giudiziario che notifica l’atto deve necessariamente compiere tre attività: 1) deposito di copia dell’atto nella casa del Comune in cui la notificazione deve eseguirsi; 2) affissione di avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio del destinatario; 3) invio di una raccomandata informativa con avviso di ricevimento. Nel caso in cui anche solo una di queste attività non venisse svolta e documentata, la notifica sarebbe irrimediabilmente nulla e anche in questo caso, un eventuale ricorso, non potrebbe che avere esito favorevole", spiega Petrin che con il lagale Celeste Collovati(infomultericorsi@gmail.com) è in prima linea nella lotta contro il "mostro" fiscale di Equitalia. E seguendo queste regole la casistica parla di un 90% di possibilità di ottenere un parere favorevole in fase di ricorso.