Infarto all'intestino stronca ​paziente dimessa tre volte dall'ospedale di Caserta

La magistratura, dopo sette anni, ha condannato l’Asl a risarcire i danni agli eredi dell’anziana donna deceduta

Fu dimessa per ben tre volte dall’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, nonostante avesse un infarto intestinale in corso. Questo caso di malasanità, accaduto nel 2012, è costato la vita a una donna di 63 anni di Marcianise. L’anziana, infatti, dopo pochi giorni da quando fu costretta ad abbandonare il nosocomio della provincia di Caserta, morì tra atroci sofferenze.

I familiari denunciarono il caso alle autorità competenti e adesso, a distanza di sette anni, è arrivata la condanna per l’Asl al risarcimento dei danni nei confronti degli eredi. La donna cominciò ad avere problemi a maggio del 2012, quando si recò al pronto soccorso dell’ospedale sammaritano lamentando forti dolori allo stomaco e al petto.

Dopo qualche ora venne dimessa con una diagnosi di epigastralgia, quindi fu mandata a casa per un banale mal di pancia. I dolori, però, continuarono in maniera violenta e la donna, dopo due giorni, fu trasportata nuovamente in ospedale. Anche in questa seconda occasione la paziente fu dimessa dopo poche ore.

Recatasi dal proprio medico curante, la 63enne fu invitata ad andare ancora una volta nel nosocomio di Santa Maria Capua Vetere e il giorno successivo, dopo diverse ore di attesa al pronto soccorso, finalmente venne ricoverata. Solo dopo una settimana la donna fu visitata da uno specialista, che le diagnosticò un infarto intestinale. Una valutazione tardiva, che costrinse i medici ad un’operazione chirurgica d’urgenza. L’anziana morì a casa, dopo l’intervento.

A distanza di sette anni e un lungo processo, i giudici hanno condannato l’Asl di Caserta a risarcire il danno. Ora si attendono le sentenze penali nei confronti dei medici responsabili della morte della 63enne.

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