Caserta, esce dalla comunità dopo aver scontato la pena e incendia le auto degli operatori

Scoperto e arrestato un giovane 21enne del Casertano, che è stato fermato dai carabinieri del reparto territoriale di Mondragone

Appena uscito dalla comunità dove stava scontando una misura alternativa al carcere ha incendiato le vetture di alcuni degli operatori della struttura. Solo adesso è stato scoperto e arrestato un giovane 21enne del Casertano, che è stato fermato dai carabinieri del reparto territoriale di Mondragone per il reato d’incendio. Le auto erano andate in fiamme già lo scorso mese di maggio, ma le forze dell’ordine non avevano prove tangibili per mettere le manette ai polsi dell’uomo.

I sospetti erano tuti su di lui, dato che, già durante la permanenza nel centro, avrebbe minacciato proprio gli operatori di dar loro fuoco, sfoggiando continuamente, stando a quanto testimoniato dagli addetti della struttura, atteggiamenti aggressivi nei loro confronti. Gli incendi erano cominciati in concomitanza dell’uscita dal centro del ragazzo e questo particolare non era sfuggito agli inquirenti. Ci sono volute lunghe indagini, durate alcuni mesi, per incolpare il giovane.

Ad essere decisive sono risultate le immagini di videosorveglianza. Le forze dell’ordine hanno potuto constatare che il 21enne era sempre presente nei pressi delle automobili date alle fiamme in concomitanza con lo scoppio degli incendi. Fiamme che, dalle vetture prese di mira (due i casi accertati di cui sarebbe considerato l'autore), si erano propagate anche ad altre automobili nei loro pressi.

Tramite la messa alla prova le persone sono vincolate ad un programma di trattamento che prevede, tra le attività obbligatorie, lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità, che consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso istituzioni o enti del terzo settore. In Italia le persone in carico agli Uffici per l’esecuzione penale esterna sono 102.326, di cui 25.939 in messa alla prova e lavoro di pubblica utilità, 29.200 in misure alternative alla detenzione e 42.992 per indagine e consulenze ai tribunali - ordinari e di sorveglianza - e agli istituti penitenziari (dati Ministero della Giustizia).

Negli anni si è registrato un notevole aumento della messa alla prova: secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Antigone si è passati da 804 nel 2015 a 14.980 misure nel 2018. Il 71% delle persone impegnate in lavori di pubblica utilità ha svolto la propria attività presso strutture o servizi socio-assistenziali alla persona, il 20% nella manutenzione del verde pubblico, il 6% nel segretariato sociale e il 3% nell’ambito della protezione civile. I reati maggiormente rappresentati sono quelli contro il codice della strada.

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Commenti

seccatissimo

Mar, 14/01/2020 - 20:47

Secondo me, per punizione, a questo delinquente si dovrebbero bruciare gli zebedei !

killkoms

Mar, 14/01/2020 - 22:16

effetti collaterali del buonismo!

Giorgio5819

Mer, 15/01/2020 - 10:09

Un pò di rigore, un'inversione di tendenza che cancelli il buonismo di sinistra. All'Italia serve una mano ferma che riporti credibilità.