Caso Bossetti, gli avvocati: "Dubbi su mail e Dna"

Nell'aula del processo a Massimo Bossetti per la morte di Yara Gambirasio questa mattina è andato in scena un duro scontro tra accusa e difesa su una serie di email, spedite dall'Ad di Hacking Team David Vincenzetti a collaboratori e investitori, nelle quali si parlava di eventuali congratulazioni da parte dei carabinieri del Ros per il ruolo decisivo del software Galileo, prodotto dal gruppo milanese, nelle indagini sul caso Yara

Nell'aula del processo a Massimo Bossetti per la morte di Yara Gambirasio questa mattina è andato in scena un duro scontro tra accusa e difesa su una serie di email, spedite dall'Ad di Hacking Team David Vincenzetti a collaboratori e investitori, nelle quali si parlava di eventuali congratulazioni da parte dei carabinieri del Ros per il ruolo decisivo del software Galileo, prodotto dal gruppo milanese, nelle indagini sul caso Yara. Le missive, lette in aula dai legali di Bossetti, erano successive al fermo del muratore di Mapello, avvenuto il 14 giugno del 2014. Le email sono state hackerate durante un attacco informatico alla società e poi postate, insieme al resto della corrispondenza di HT, a documento contabili del gruppo e altri dati sensibili, sul sito Wilileaks.

Alla lettura delle email si sono opposti sia il pm Letizia Ruggeri che gli avvocati di parte civile, Enrico Pelillo e Giuseppe Pezzotta, perché, hanno spiegato, "non sappiamo nemmeno da dove provengano queste email e se siano state diffuse in maniera lecita". La corte presieduta da Antonella Bertoja, invece, ha deciso di permettere alla difesa di leggere in aula il contenuto delle missive nelle quali Vincenzetti parla a collaboratori e investitori di "pacche sulle spalle" e telefonate di complimento ricevute dai carabinieri del Ros in merito all'utilizzo del software Galileo per risolvere il caso Yara. Non solo. La difesa di Bossetti ha spiegato anche come HackingTeam potesse contare trai suoi clienti una società israeliana che produce Dna artificiale. La corrispondenza di HackingTeam è stata utilizzata per illustrare alla Corte d'Assise e d'Appello di Bergamo la possibilità in astratto che sul PC di Bossetti fossero stati caricati file o filmato che lui non aveva mai cercato o scaricato da internet. Tutta la mattinata, infatti, é stata dedicata all'ascolto del tenente Specchio e del maresciallo Daguanno dei carabinieri del Racis che hanno analizzato il contenuto del computer del muratore di Mapello, trovando anche traccia di ricerche a luci rosse e con temi pedopornografici. Nel pomeriggio, invece, verrà interrogato Bossetti.

Commenti
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sekhmet

Ven, 04/03/2016 - 15:51

Incuriosito, sono andato a cercare notizie sul software galileo. Leggo che "...Si tratta di un sistema di sicurezza informatico «offensivo» che «consente alle autorità di sicurezza di attaccare e controllare a distanza determinati pc»"(virgolettati della casa produttrice). Inoltre, «La raccolta di prove su tali dispositivi è invisibile e la trasmissione dei dati al server di Rcs è criptata e non rintracciabile», scrive la società sul suo sito. Quindi nessuno potrà mai scoprire l'eventuale intrusione di qualcuno sul computer di Bossetti (e di chiunque di noi), con eliminazioni, aggiunte, modifiche, copie ecc. Solo l'interessato può scoprire, trovandoli diversi, se il contenuto dei suoi dischi di memoria sia stato alterato o no. Bella storia. Sekhmet.

Raoul Pontalti

Ven, 04/03/2016 - 16:07

Certamente! Il DNA artificiale è stato confezionato in Israele e spedito in allegato ad una E-mail ai laboratori dei RIS che lo hanno spalmato prontamente sui resti di Yara. Poi hanno cercato se per caso in padania vi fosse un soggetto con DNA comparabile con quello artificiale, trovando proprio un figlio dell'autista di Gorno e della Ester. Domanda: ma come hanno fatto in Israele a combinare un DNA così complicato da rapporti adulterini?