Nuova udienza sul caso di Davide Cervia, ​scomparso 28 anni fa

Davide è scomparso da Velletri il 12 settembre del 1990. All'epoca era uno dei migliori tecnici esperti in guerre elettroniche

Era finito nel dimenticatoio, il caso di Davide Cervia, uno dei migliori tecnici esperti in guerre elettroniche, scomparso 28 anni fa da Velletri. Ma nel gennaio scorso, le cronache erano tornate a parlare di lui, quando il tribunale aveva condannato il ministero della Difesa a pagare un euro simbolico di risarcimento (tanto era stato chiesto dalla famiglia), per aver "violato il diritto alla verità". La sentenza aveva lasciata soddisfatta la famiglia di Cervia. Ma ora, la Difesa, valutato inaccettabile il verdetto negativo, ha presentato ricorso: il processo si terrà il prossimo dicembre.

Il caso Cervia

Davide Cervia sparì il 12 settembre 1990, all'età di 31 anni, mentre tornava a casa dalla sua famiglia. A quel tempo era considerato uno dei massimi esperti in tecnologie belliche e, per questo, la moglie Maria Gentile pensò subito a un sequestro di persona. Da quel giorno la donna ha iniziato una battaglia per la verità, nella quale sono rimaste coinvolte anche i due figli di Cervia, di 4 e 6 anni all'epoca della scomparsa. Dopo tre mesi, un testimone oculare si fece avanti, raccontando di aver sentito, quella sera, Davide che lo chiamava per chiedere aiuto e in seguito di aver visto degli uomini che lo sedavano e lo spingevano in una macchina verde. Un secondo testimone raccontò che quel giorno, mentre guidava il pullman, due auto gli avevano tagliato la strada: su una delle due, una golf verde, riconobbe Davide Cervia.

Nel gennaio del 1991, il nome di Cervia comparve sulla lista dei passeggeri di un volo che da Parigi portava al Cairo, acquistato dal Ministero degli Affari esteri francese, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Nel 1992 anche Papa Giovanni Paolo II si occupò del caso: "Chiediamo al Signore che Davide Cervia possa ritornare in seno alla famiglia dove è atteso con ansia e affidiamo a Maria Santissima la moglie e, in modo speciale, i due bambini, perché possano riavere presto a casa il loro papà".

Nel 1994, il Sismi stilò un rapporto sulla vicenda, nel quale sosteneva credibile l'ipotesi del rapimento "ad opera di società od organizzazioni verosimilmente straniere, per interessi commerciali-militari legati alla sua competenza professionale". Tre anni dopo, una telefonata anonima lasciò un'altra traccia del tecnico: la moglie, rispondendo al telefono, riconobbe la voce del marito, che parlava in italiano con altre persone. Lei cercò di farsi sentire, senza successo. Si pensò che fosse una registrazione.

Il 5 aprile del 2000, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Velletri archiviò il caso, come "sequestro di persona ad opera di ignoti".

Nel corso del tempo, la famiglia di Davide Cervia ha subito atti intimidatori, il più grave nel 2012, quando una parte dell'abitazione venne danneggiata. In casa c'erano Marisa, i suoi genitori e i suoi due figlio, nessuno dei quali rimase ferito. Ora, a 28 anni dalla scomparsa del tecnico, il caso torna alla luce, pur rimanendo avvolto da uno dei maggiori misteri italiani.