Caso Marco Carta, il cantante sarà processato con rito abbreviato

In programma per il 31 ottobre, sarà condizionato dall'acquisizione delle immagini. I legali del cantante: "Sta male e ha fretta, comprensibilmente, che si arrivi a una sentenza". Per l'amica chiesti i lavori socialmente utili

Era stato accusato di aver rubato, insieme a un'amica, sei magliette firmate del valore di 1.200 euro, alla Rinascente, a Milano e per questo aveva chiesto il rito abbreviato, che oggi gli è stato concesso. A stabilirlo è stato il giudice Stefano Caramellino, della sesta sezione penale del tribunale di Milano, accogliendo la richiesta degli avvocati difensori di Marco Carta, celebre cantante e vincitore del talent Amici.

Il processo abbreviato è stato rinviato al 31 ottobre ed è condizionato all'acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza del grande magazzino milanese. I legali dell'artista sono convinti che i frame possano provare "la sua innocenza". "Marco Carta ha fretta, comprensibilmente, che si arrivi a una sentenza", è stato il commento dei suoi avvocati, Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta. Che hanno spiegato: "È agitato per quello che sta succedendo, ma è sereno e tranquilla sulla sua posizione e ha sempre professato la sua innocenza. Non ha mai avuto problemi nell'acquisizione dei video delle telecamere della Rinascente".

I legali hanno, poi, fatto un appello affinché si aspetti la decisione del tribunale prima di valutare il comportamento del vincitore di Sanremo 2009: "Marco sta male leggendo tutto quanto è stato detto su di lui, sui social e da alcuni giornali. Si sente mortificato a vedere accostato il suo nome a determinati comportamenti". Il cantante sardo, infatti, alla prima udienza, non si è presentato. "Non è venuto perché la vicenda gli ha causato molti problemi. Per lui è stato un incubo, uno tsunami, come per tutti quelli coinvolti in vicende giudiziarie", hanno spiegato i legali.

L'avvocato di Fabiana Muscas, invece, l'infermiera di 53 anni imputata di furto aggravato in concorso con Carta per il "colpo" del 31 maggio, ha chiesto la messa in porva della sua cliente (che è in stato d'arresto) in una struttura per donne vittime di tratta, a Cagliari. La refurtiva venne trovata nella sua borsa.

Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Sab, 21/09/2019 - 08:59

Cioè di fatto non è esente da responsabilità come ci si è voluto far credere