Centri migranti "lager" a Prato: ai domiciliari la presidente

Le indagini erano partite l'estate scorsa dopo le segnalazioni di alcuni residenti di una struttura a Poggio a Caiano.

Frode nelle pubbliche forniture, questa l'ipotesi di reato al centro delle indagini della digos di Prato nella gestione di alcuni centri migranti della provincia. Agli arresti domiciliari è finita la presidente del consorzio Astir, Loretta Giuntoli, mentre per i due rappresentanti legali della cooperativa Humanitas, Roberto Baldini e Alberto Pintus, sono stati disposti 9 mesi di interdizione professionale.

L'inchiesta della procura di Prato riguarda il trattamento riservato agli ospiti degli 8 centri migranti situati nei comuni di Prato, Poggio a Caiano e Carmignano.

Le irregolarità contestate e documentate con foto e video, variano dalle gravi inadempienze igieniche alla privazione di cibo.

Agli ospiti dei centri infatti, invece di essere serviti tre pasti come previsto dalla convenzione, ne arrivava soltato uno. Le lenzuola utilizzate erano sporche e venivano recuperate fra la spazzatura. Addirittura, in alcuni casi i migranti erano costretti ad accendere dei fuochi in giardino pur di cucinarsi un pasto.

Le inadempienze sono state documentate dalla polizia con immagini fotografiche e riprese video. Durante gli accertamenti di luglio scorso era scattato già il sequestro probatorio, per violazione urbanistiche, di cinque appartamenti adibiti all’accoglienza per migranti gestiti a Prato e nella provincia sempre dal consorzio Astir.

Per la presidente Giuntoli è stata contestata anche l’accusa di minacce nei confronti di tre dipendenti del consorzio. La donna, per difendersi dalle accuse, è rientrata in Italia da un viaggio in Terra Santa con 10 giorni di anticipo e, a detta del suo legale, ha manifestato la volontà di dimettersi da tutte le cariche rivestite per concentrarsi sulla sua difesa e per tutelare la struttura e i posti di lavoro.

Sulla questione è intervenuto il referente per le elezioni amministrative della lega nell'area pratese, Andrea Recaldin, raggiunto al telefono dalla redazione de ilGiornale.it:"Queste vicende dimostrano che la Lega ha sempre avuto ragione sul business dell'accoglienza: la vera solidarietà non ha bisogno di remunerazione economica." Sulla stessa linea il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Poggio a Caiano, Diletta Bresci:"E' assurdo pensare che ci sia ancora qualcuno che si ostini a negare gli aspetti lucrativi legati al mondo dell'accoglienza. Adesso - continua Bresci - speriamo di non ascoltare i soliti piagnistei pro-accoglienza dalla sinistra locale"