Cercasi nonno. Il messaggio che commuove Facebook

Struggente appello

«Siamo soli a Bologna da più di 12 anni e vorremmo avere qualcuno da abbracciare e da passare la domenica in famiglia». È l'appello social che ha fatto capolino nei giorni scorsi su una bacheca di compro/vendo arriva da una famiglia di quattro persone, una mamma e un papà con due ragazzini di 6 e 12 anni da crescere. Quattro persone che evidentemente si amano così tanto da sentirsi sole. Così felicemente incomplete da andare a caccia di «genitori o nonni adottivi, qualcuno con cui poter condividere gioie e problemi». C'è ancora del buon sentimento sul pianeta Facebook, e questa è una buona notizia. Quando si ragiona sulla famiglia, polverizzata in nome della legge dall'egoismo di una classe politica che scambia il desiderio di un figlio per un diritto, in cambio di un misero consenso elettorale, ci si dimentica che l'amore vero non si inventa con una legge in Parlamento. Ma si cerca - sempre più spesso e quasi sempre invano - sui social. Siamo un Paese che invecchia velocemente, e male. In Italia ci sono cinque milioni di anziani soli. Persone scaricate perché considerate ingombranti, fastidiose o semplicemente brontolone. Vittime in carne e ossa di una cultura usa e getta che preferisce mandare in malora cose che si potrebbero aggiustare. E adesso perfino tormentate dall'angoscia di vedersi ridotta la pensione, in nome di una malintesa equità invocata dai grillini. Vade retro, vecchio. Perché sei lo specchio di come saremo, sei il quadro di Dorian Gray da mettere in soffitta e da non svelare mai, perché non si deve scoprire l'abisso scavato dentro di noi dall'arida quotidianità multitasking a mille all'ora. E il mercato dei badanti non conosce crisi, anzi si ingrossa sempre di più e adesso attira anche quegli italiani di mezza età espulsi dal mercato del lavoro. La lezione della famiglia bolognese ci ricorda che è meglio sopportare a denti stretti mamma e papà piuttosto che logorarsi nel rimorso e cercare nell'«usato sicuro» le risposte alle nostre insicurezze. Al loro appello, ovviamente, hanno risposto in tanti. «Non avrei mai pensato che il post avrebbe avuto tutto questo successo - ha confessato candidamente l'autore del messaggio a Tgcom24 - Sono stato contattato da quasi 200 persone desiderose di conoscerci. Li ringrazio e appena possibile voglio incontrare chi mi ha risposto, per farlo ho già creato un gruppo WhatsApp». Insomma, la terza età ha una seconda chance. Ed è forse la prima volta.

Twitter: @felfauman