Certosa di Pavia, 5mila euro per sposarsi di fronte al monastero

Il sindaco di centrosinistra: "Nessuna speculazione, voglio solo valorizzare i nostri capolavori artistici e rilanciare il turismo per contenere la pressione fiscale"

Volete sposarvi con rito civile nel piazzale davanti alla Certosa di Pavia? Prego, fanno cinquemila euro.

Lo stabilirebbe il nuovo “tariffario” per le nozze varato da Marcello Infurna, sindaco di centrosinistra dell’omonimo comune a pochi chilometri dal capoluogo, che spiega di voler “valorizzare i nostri tesori e mantenere bassa la pressione fiscale sui cittadini del comune": se le nozze di fronte alla Certosa costeranno quasi dieci milioni delle vecchie lire, sposarsi in altre strutture storiche trasformate in agriturismi o ristoranti sarà più conveniente, “appena” 1500 euro.

A raccontare questa storia è il quotidiano La Provincia pavese, che illustra le strategie con cui il primo cittadino avrebbe intenzione di tenere sotto controllo la pressione fiscale: nessun consumo di suolo e conseguenti oneri di urbanizzazione, via al rilancio turistico da ottenere grazie a “incassi provenienti da una politica di valorizzazione del territorio”.

Fino ad oggi i matrimoni venivano officiati nella sala consiliare del Comune, a titolo rigorosamente gratuito.

Secondo i calcoli dell’amministrazione, l’intera operazione dovrebbe fruttare almeno 20mila euro: “È chiaro che si spera di incassare una cifra più consistente – chiosa il sindaco –. In ogni caso i residenti avranno una tariffa privilegiata se decideranno di sposarsi nel piazzale e continueranno a non pagare nulla se opteranno per la sala consiliare“.

 Un modo originale di fare cassa: c’è però da domandarsi se chi sceglie di sposarsi con rito civile sia effettivamente disposto a sborsare una somma così ingente per celebrare le proprie nozze nel piazzale di fronte ad un monastero.

 

Commenti

pollicino46

Lun, 03/11/2014 - 19:16

Italiani, brava gente!!!!!

@ollel63

Lun, 03/11/2014 - 20:50

per ridurre la pressione fiscale tagliatevi i bonus e riducetevi gli stipendi (a voi e ai dirigenti -di che?- comunali a simili) così come certi inutili servizi (o affidateli a privati con gare corrette). C'è tanto di quel grasso da eliminare. Piantatela di spolpare i cittadini -compresi i hoglioni che vi danno il voto-.

Ritratto di ComunicazioneCertosaDiPavia

ComunicazioneCe...

Mer, 05/11/2014 - 10:50

FATTI, NON PAROLE (1) A Certosa di Pavia, consiglieri e sindaco rinunciato a 7.500 euro di indennità. L’amministrazione guidata da Marcello Infurna hanno destinato le indennità di funzione ad un fondo dove sarà versato anche il 10 per cento delle indennità ulteriormente decurtate, quindi 1500 euro in aggiunta ai 6000 euro stanziati. La giunta ha anche deciso che qualora il fondo dovesse risultare insufficiente si spoglierà seduta stante delle indennità a favore della cittadinanza bisognosa convogliando l'intera somma sullo stesso fondo. A queste vanno aggiunte le somme provenienti dai gettoni di presenza dei consiglieri di maggioranza che liberamente vorranno aderire. Al fondo assistenziale se vorranno, potranno partecipare anche i consiglieri di minoranza con i loro 250 euro annui. --- Il responsabile comunicazione del Comune di Certosa di Pavia