Quelli che millantano di non essere maiali

Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano edizione on line, è un collega, amico di vecchia data. Pensandola diversamente su molte cose abbiamo preso strade diverse ma ci siamo sempre rispettati, per cui mi sento di parlarne liberamente. In queste ore è a capo, con la sua penna, del partito degli indignati per il voto del Senato contrario alla decadenza di Augusto Minzolini, condannato in via definitiva per peculato per fatti che risalgono a quando dirigeva il Tg1. «Politicamente parlando - ha scritto tra l'altro Gomez - i senatori che si sono rifiutati di applicare una legge dello Stato nei confronti di un pregiudicato loro collega sono dei maiali. Del resto era stato proprio George Orwell a insegnarci che tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri».

Ora, mi risulta che la legge in questione preveda appunto sulla decadenza il voto del Senato a garanzia delle non rare e documentate porcate della magistratura. E il voto, almeno per ora, nel nostro paese è libero e legittimo, altrimenti saremmo in una dittatura. L'Italia, caro Peter, ancora non è un enorme partito unico dei tuoi amici grillini, nel quale se non voti come dice il capo l'elezione è annullata (vedi primarie Cinquestelle a Genova). Da noi ancora il voto vale, non è ripetibile, e qualsiasi sia l'esito, non ci crederai, è considerato legale.

Non solo: nel tuo articolo, caro Gomez, accomuni nelle maialate il caso Minzolini al caso Napoletano, il direttore del Sole-24 ore indagato per false comunicazioni sociali (si è autosospeso in attesa di chiarimenti). Ti chiedi: ma come fanno, quelli di Confindustria, a non cacciare un indagato? Già, probabilmente fanno come voi che avete tenuto e tenete tra i vostri opinionisti di punta la brava Selvaggia Lucarelli, che non solo è indagata ma è a processo per intercettazione abusiva e accesso abusivo a sistemi informatici (ai danni di Mara Venier ed Elisabetta Canalis). Io spero sia assolta, ma voi del Fatto - tenendola in squadra a mo' di casta - già vi siete comportati come i «senatori maiali». Perché Napoletano fuori e la Lucarelli dentro? E anche tu, caro Peter, nulla hai scritto - maialescamente parlando - contro un vostro amico, l'ex pm Ingroia, che accusato (esattamente come Minzolini) di peculato per le sue note spese è appena stato riconfermato nel posto e nel lauto stipendio. E no, se tutti i maiali sono uguali - per dirla alla Orwell - non è possibile che voi e i vostri amici millantiate di esserlo un po' meno o per niente. Altrimenti è solo una maialata. Con immutata amicizia.

Commenti

Parzy111

Dom, 19/03/2017 - 16:58

Come al solito Sallusti guarda il dito e nn la luna. Il riferimento ai maiali di Gomez è proprio riferito a Orwell ovviamente ma Sallusti nn capisce. Il caso Ingroia riguarda una indagine e nn il giudizio definitivo in primo , secondo o terzo grado. La Lucarelli nn ricopre alcuna carica pubblica e nn risiede in alcun consiglio diamministrazione e nn vedo che attinenza possa avere con il caso Minzolini. Poi la butta in caciara accusando il Fatto di essere amico dei Grillini, dimenticando le diverse inchieste di Marco Lillo sulla sindaca Raggi. Ma nn è colpa sua ma colpa del suo ventriloquo che si frega le mani nella speranza di poter essere riabilitato dopo la mancata decadenza da senatore del suo portavoce in RAI.

BRAMBOREF

Dom, 19/03/2017 - 17:31

GIGI88 Signor GOMES lei fa certamente parte della categoria.

Ritratto di gianpaolo.barsi

gianpaolo.barsi

Lun, 20/03/2017 - 01:58

Stavolta, caro Direttore, mi pare che abbia ragione Gomez. L'art. 3 della Severino, che parla di incandidabilità sopravvenuta o comunque accertata nel corso del mandato elettivo, dice che la camera di appartenenza delibera ai sensi dell'art. 66 della Costituzione. Il quale, con lodevole concisione, recita: "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità." Quindi in questo caso deve giudicare LE CAUSE SOPRAGGIUNTE. Significa che i senatori hanno deliberato che le cause sopraggiunte non sussistevano, e quindi che una condanna definitiva, che sicuramente c'è, non costituisce una valida causa sopraggiunta. (segue)

Ritratto di gianpaolo.barsi

gianpaolo.barsi

Lun, 20/03/2017 - 01:59

.......... Cosa palesemente contraria all'art 1, che definisce le condanne definitive superiori ai due anni, antecedenti o sopraggiunte che siano, quali causa di incandidabilità, ed in ogni caso ostative a ricoprire la carica di deputato o di senatore. Lei forse rimarrà del Suo parere. Io, salvo Sua replica atta a farmi cambiare idea, che sono quasi certo che non verrà, probabilmente pure. In ogni caso mi rinforzerà nella convinzione che la micidiale definizione di Rino Formica sulla politica sia attuale ed azzeccatissima, ed aumenterà la mia comprensione per tutti coloro che, rebus sic stantibus, non ritengono più di votare. Lasciando perdere, per carità di patria e per non aver seguito la vicenda, la sostanza della sentenza della Cassazione contro Minzolini, con non sono in grado di giudicare, ma che mi incute una paura angosciosa

Ritratto di lettore57

lettore57

Lun, 20/03/2017 - 06:41

@Parzy111 Siamo persone fortunate: almeno lei capisce e ci illumina

Ritratto di cuginifabio

cuginifabio

Lun, 20/03/2017 - 06:44

Non perdere in giro la gente caro direttore. Qui non c'era nessuna scelta nel voto, dovevano votare la decadenza perché il giudizio c'è stato ed è definitivo perché la cassazione l'ha reso tale. I signori hanno violato una legge lor signori dovevano prenderne atto. Secondo me lo sbaglio o la furbata é proprio questa fare passare nuovamente dal senato il tutto, questo non ha proprio senso. Voglio precisare comunque che sono contrario alla legge Severino perché tutti, se nella vita sbagliano hanno diritto di una rivincita mentre la Severino questo non lo prevede mentre il mondo è pieno di persone che si sono riscattate

epc

Lun, 20/03/2017 - 08:52

@Parzy111: gli unici che non vedono la luna, caro signore, siete lei e Gomez (in realtà Gomez secondo me la vede ma fa finta....). Il Senato non si è rifiutato di applicare un bel tubo, ma, come prevede la legge stessa, è libero di bocciare la decadenza di Minzolini, indipendentemente da sentenze di terzo, quarto o ventottesimo grado. Poi lei la butta in caciara tirando fuori la solita storia di Berlusconi come grande puparo di chiunque.....

cesrosan

Lun, 20/03/2017 - 12:24

Bravissimo,come sempre, Direttore Sallusti, anche se penso e credo sia inutile lavare la testa all'asino.

Parzy111

Lun, 20/03/2017 - 12:45

@cuginifabio difatti la legge severino, dipende dal caso, prevede una incadidabilita temporanea e nn eterna. Se anche fosse incappato nella interdizione perenne dai pubblici uffici il Minzolini potrebbe fare altre 1000 professioni, come il giornalista per esempio. Quindi la Severino nn impedisce nessun riscatto per il reo. @epc Cosi è se le pare...a me risulta che il Giornale sia della famiglia Berlusconi....

Ritratto di onollov35

onollov35

Lun, 20/03/2017 - 14:23

Cosa vuol dire che il Giornale sia della Famiglia Berlusconi? Un po di vergogna e meno odio per un personaggio che dà lavoro a tantissime famiglie no? La Sinistra con la Magistratura hanno voluto eliminare un personaggio che avrebbe portato l'Italia meglio di come si trova in questo momento. Aprite gli occhi.......

Parzy111

Lun, 20/03/2017 - 15:49

@onollov35 B. ha avuto 20 anni per cambiare il paese e che cosa è cambiato in meglio ? Ah ! Saperlo...!

Ritratto di onollov35

onollov35

Mar, 21/03/2017 - 10:00

@Parzy111.Hai ragione dei vent'anni.Però devi ricordarti che la Magistratura da una parte,Fini, Casini e altri,per invidia non l'hanno fatto governare mettendosi di traverso ogni volta che cercava di fare qualcosa di concreto.Per come rispondi, ti reputo una persona intelligente. Auguri per un 2017 meraviglioso, Gianni.