Chiedevano tassi da usura del 2000%, arrestati criminali catanesi

La vittima era riuscita a restituire fino al doppio delle somme ricevute in prestito ma questo non bastava agli strozzini

Chiedevano alla vittima tassi da usura del 2000% in cambio di una somma di denaro concessa in prestito. Sono stati così arrestati dalla guardia di finanza di Catania due criminali che hanno approfittato della condizione di debolezza di un piccolo imprenditore, con un passato di lavoratore in nero, che aveva deciso di aprire un’attività. La somma chiesta in prestito dalla vittima ammontava a 32 mila euro. L’importo poi è cresciuto notevolmente per via dei notevoli tassi d’interesse.

Nell’inchiesta condotta dalle Fiamme Gialle sono finiti ai domiciliari Camillo Scuderi, detto Meluccio, imparentato con esponenti della criminalità organizzata locale e Alfonso Giovanni Angiolini conosciuto come “zu Giuvanni di bibiti”, titolare di una piccola ditta di cosmetici. Nel corso delle indagini che hanno visto una serie di accertamenti bancari ed intercettazioni, sono state raccolte notizie circa l’applicazione di tassi da usura del 2000% anche su piccoli prestiti.

In particolare Scuderi avrebbe concesso alla vittima 10 prestiti per un totale di 18.000 euro in contanti pretendendo oltre alla restituzione dell’intera somma interessi per oltre 23.000 euro. Si tratta quindi di un tasso che va dal 117% al 1997% , una misura che si spinge oltre quella del periodo in considerazione e cioè tra il 16 e il 17 per cento.

Angiolini invece avrebbe concesso alla vittima tre prestiti per un totale di 14.000 euro applicando un tasso compreso fra il 108% e il 650% per un totale di 11.000 euro, oltre alla restituzione della somma concessa.

Un vero e proprio tunnel per il piccolo imprenditore catanese che non riusciva più ad uscire dal vortice nel quale veniva avvolto. Una volta restituite le somme e pagati interessi pari al doppio del capitale ricevuto, l’uomo ha chiesto agli strozzini di fermarsi e non chiedere altro denaro senza sortire alcun effetto. Gli usurai non hanno mai accennato a fare un passo indietro fino a quando non sono poi stati scoperti dalla guardia di finanza che ha posto fine a questo “gioco”.