"Una targa a Norma Cossetto", ma è polemica nel Comune di Chieti

L'episodio si è verificato in data 8 novembre durante il consiglio comunale della cittò di Chieti, il sindaco Umberto Di Primio ha urlato "vergogna" ai consiglieri che non hanno partecipato alal votazione per l'apposizione di un atarga in minore della giovane vittima

Momenti di tensione in data 8 novembre 2019 a Chieti nel corso del consiglio comunale. Tutto è iniziato quando il primo cittadino del comune, Umberto Di Primio, si è lamentato gridando "vergogna" all'indirizzo di alcuni consiglieri di minoranza rientrati in aula senza tuttavia partecipare alla votazione dell'ordine del giorno proposta dal consigliere leghista Marco Di Paolo. Suddetta votazione prevede l'apposizione in città di una targa commemorante la 23enne Norma Cossetto, giovane vittima dell'eccidio delle foibe da parte dei partigiani di Tito contro gli italiani fascisti (e non solo). L'ordine del giorno è stato infine approvato con i voti dei consiglieri della maggioranza di centro-destra.

Targa vittime Foibe a Chieti: lo sfogo del sincado Di Primio

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha scritto sulla sua pagina Facebook: "Norma Cossetto gettata viva in una foiba, barbaramente trucidata e stuprata a soli 23 anni, una martire istriana come le altre vittime della guerra: nel 2005 il presidente Ciampi la onora con la medaglia d'oro al merito civile, ma a Chieti taluni esponenti dell'opposizione ancora oggi sono accecati dall'odio piuttosto che da sentimenti di rispetto. Vergogna! C'è chi crede ancora che ci siano martiri di serie A e serie B. Per noi non esistono differenze, perché la violenza è sempre da condannare e la democrazia è un valore di tutti. In questi anni a Chieti ho voluto onorare la memoria di chi ha combattuto per la libertà o è stato vittima ingiusta della guerra. Penso all'intitolazione del Belvedere alla Villa Comunale a Ettore Troilo, al restauro delle tombe dei partigiani al Cimitero Comunale, all'interessamento per portare maggior decoro alle tombe dei cittadini ebrei teatini, alla pulizia fatta addirittura dai consiglieri della mia maggioranza al monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale, al lungo iter per vedere aggiudicata a Chieti la Medaglia d'Oro al Valor Civile per i fatti di 'Chieti Città Aperta' e alla stessa intitolazione di Piazza Martiri delle Foibe, troppo spesso oggetto di episodi vandalici".

Sempre su Norma Cossetto, il Comitato 10 Febbraio, rivolgendosi al primo cittadino di Chieti, ha chiesto: "Il rispetto per il ricordo a Norma Cossetto evidentemente ha ancora bisogno dell'impegno di tutti. Chiediamo al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio Sindaco, di non arrendersi e di salvaguardare la nostra identità".

Era solo una ragazza quando Norma venne brutalmente assassinata dai partigiani jugoslavi nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani. Era una studentessa italiana, istriana abitante a poca distanza dal comune croato di Visignano. La giovane fu arrestata e, in seguito uccisa, dopo il suo rifiuto di accedere al movimento partigiano, non rinnegando la sua adesione al fascismo. Norma e suo padre Giuseppe riposano presso il cimitero Santa Domenica di Visinada.

Commenti

27Adriano

Sab, 09/11/2019 - 17:45

..E poi codesti svitati rossi pretenderebbero di essere democratici???!!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 09/11/2019 - 19:13

Dimostrano quali personaggi siano. Ha ragione il sindaco a gridare vergogna.

PRALBOINO

Sab, 09/11/2019 - 19:21

Purtroppo per loro girano ancora con una lunga coda di paglia

wrights

Sab, 09/11/2019 - 21:38

Dopo il 1946 fu chiesto agli italiani di scordare i passati politici e di ricostruire la nuova Repubblica Italiana. Dopo oltre 70 anni, per interesse si vanno a ricercare da una parte e dall'altra, nuove bandiere, per delle ideologie scomparse e non più attinenti alla realtà attuale. Penso che cercare di dividere gli italiani, no distruggere la Repubblica Italiana per questi motivi, non porterà a nulla di buono.

Ritratto di Nahum

Nahum

Dom, 10/11/2019 - 08:44

per quanto l'omicidio Cossetto sia stato efferato, tutta questa iniziativa puzza di propaganda lontano un chilometro. Ora va bene ricordarsi delle vittime innocenti di una guerra di aggressione da noi promossa, ma farne un uso strumentale cosi aperto mi sembra veramento un po' troppo.