Ecco le coperture fiscali per la rivoluzione flat tax

La proposta di FI oltre i falsi della sinistra: pagare meno per pagare tutti. Aliquota unica del 23% e detrazioni per i figli

Pagare meno per pagare tutti: questo è lo choc fiscale che realizzeremo appena arrivati al governo. Il centrodestra unito, primo e con largo margine di vantaggio secondo tutti i sondaggi in circolazione, si appresta a vincere le prossime elezioni politiche. Con noi a Palazzo Chigi, finalmente, ripartirà il Paese, l'economia, la crescita.

Ridaremo speranza ai cittadini italiani.

La proposta principe di Forza Italia in questa appassionante campagna elettorale è la flat tax. Una vera e propria rivoluzione per il fisco, per le famiglie, per le imprese. Un nuovo modo di intendere il rapporto cittadino-Stato. Pagare meno per pagare tutti, appunto.

Roberto Perotti, con consueta ma un po' arrugginita puntualità, ha segnalato ieri, con un pezzo pubblicato da la Repubblica, i rischi (secondo lui) connessi alla introduzione in Italia di un'imposta ad aliquota piatta. In particolare, ha sottolineato il tema dei costi della flat tax e delle relative coperture. Dispiace dirlo, ma il professor Perotti deve aver studiato poco nelle ultime settimane: il suo articolo non solo è fuorviante politicamente e pieno di pregiudizi quasi ideologici, ma contiene innumerevoli errori tecnici sulle proposte in campo.

Limitandomi a quella avanzate da Forza Italia - non avrei titolo, infatti, per occuparmi delle indicazioni di altre forze politiche - vorrei segnalare, in premessa, come Roberto Perotti per un verso non difenda affatto, come avrebbe potuto, l'indifendibile (perché complicato, opaco, inefficiente ed iniquo) sistema fiscale vigente e per altro verso non possa fare a meno di riconoscere i vantaggi di una soluzione del tipo flat tax.

Vantaggi in termini di semplicità, trasparenza, efficienza ed equità che non ricordiamo qui ma che sono sintetizzati in un agile recente volumetto a firma del professor Nicola Rossi (Flat tax, Marsilio). È questa una premessa importante perché equivale a riconoscere che la direzione indicata, da Forza Italia e da tutto il centrodestra, è corretta purché venga seguita garantendo il pieno rispetto degli equilibri di finanza pubblica e mettendo ogni attenzione nella definizione dei dettagli.

E, del resto, dovrebbe far riflettere il fatto che anche altre forze politiche hanno messo all'ordine del giorno la riduzione del numero delle aliquote, mentre il solo centrosinistra si ostina a pensare di poter rammendare, con una riedizione degli 80 euro dedicata ai figli, un tessuto ormai inservibile.

Quanto costa, dunque, la nostra flat tax? Comincio con il segnalare che Forza Italia propone di partire con una aliquota pari al 23% (e non già il 20%, come si suggerisce erroneamente nell'articolo di Roberto Perotti), e di poter fissare la deduzione fissa (o quota esente) a 12mila euro (e non già 13mila, altro svarione del nostro amico bocconiano).

Non sono dettagli: solo queste piccole discrepanze valgono oltre 20 miliardi di euro. Ne segue un costo, relativo alla sola Irpef, pari - secondo le nostre stime - a meno di 50 miliardi di euro, da cui detrarre le spese fiscali (deduzioni, detrazioni eccetera) relative alla stessa Irpef, il cui valore complessivo è pari a 36 miliardi circa (al netto, sia chiaro, delle detrazioni per carichi familiari e delle detrazioni per oneri di produzione del reddito che verrebbero invece riassunte nella deduzione fissa).

Via quindi la paccottiglia renziana che ha infestato gli ultimi anni: dal bonus cultura al bonus palestra, al bonus giardini. Strumenti con i quali si è ridotto significativamente il grado di progressività (ahi, ahi, cari amici «de sinistra») dell'imposta, rendendola sempre più complicata e meno trasparente.

Via anche tutte le pendenze fiscali degli italiani. Il loro numero è stratosferico, circa 20 milioni: un'iniziativa che da sola consentirebbe un gettito aggiuntivo intorno a 10 miliardi all'anno per almeno quattro anni e, più in generale, cambierebbe in positivo l'umore del Paese. Un reset, un nuovo inizio. Per una rinnovata fiducia tra lo Stato e il contribuente.

Roberto Perotti aggiunge al conto della spesa la riduzione (Ires, di 1 punto percentuale) o l'abolizione delle imposte sulle imprese (Irap) che, ricordiamo al nostro distratto professore, nel programma di Forza Italia sarebbe interamente coperta da un intervento compensativo sui trasferimenti alle imprese che attende da anni di essere realizzato.

Il minor gettito non coperto sarebbe quindi pari a circa 15 miliardi di euro. Non ho difficoltà ad ammettere che Forza Italia ritiene che la flat tax possa contribuire significativamente a migliorare il grado di compliance del sistema (e questa è, in effetti, l'esperienza di alcuni Paesi che la hanno introdotta), così come non ho difficoltà ad ammettere che Forza Italia ritiene che da una profonda revisione del fisco e da un abbassamento della pressione fiscale l'economia italiana non possa che trarre benefici e collocarsi su una traiettoria di crescita potenziale pari, almeno, a quella dei nostri partner europei.

A questo dovrebbero servire, infatti, le riforme strutturali, e la flat tax sarà la riforma delle riforme. Del resto, è appena il caso di notare come, su ambedue i fronti citati (contrasto all'evasione e potenziale di crescita) le strategie messe in campo negli ultimi anni, in particolare dai governi Renzi-Gentiloni, sono state francamente fallimentari. Il che suggerisce che forse è il caso di cambiare strada.

Contestualmente, Roberto Perotti non dovrebbe avere difficoltà ad ammettere che in ogni occasione Forza Italia ha sottolineato che il percorso di introduzione della flat tax non metterà in alcun modo a rischio i conti pubblici. Associato a uno sfoltimento significativo delle spese fiscali non connesse all'Irpef (che valgono, in totale, qualcosa come 140 miliardi di euro). Non solo. Accompagnato da un significativo piano di privatizzazioni tale da segnalare con chiarezza che l'Italia intende affrontare il tema del debito con decisione ben diversa da come si è fatto in passato.

Siamo i primi a pensare che la situazione dei conti pubblici italiani sia molto meno rosea di quanto si vuol far credere e non ci stupiremmo se, una volta al governo, dovessimo affrontare il tema di una manovra aggiuntiva, eredità avvelenata della schizofrenica e incompetente gestione Padoan. Di conseguenza, da Forza Italia non ci si aspetti nessuna iniziativa avventata. Nessuna pericolosa scommessa. Ma nemmeno ci si aspetti che intraprenda quel «sentiero stretto» che abbiamo percorso in questi anni, senza in realtà muovere un solo passo nella direzione della messa in sicurezza, prima, e del cambiamento del Paese, poi. Un «sentiero stretto» in cui lo stesso Roberto Perotti ha visto vanificare le sue pur meritorie iniziative da consigliere economico per la spending review del premier Matteo Renzi.

Noi vogliamo una vera e sana rivoluzione liberale, e la flat tax sarà la prima ricetta per questa nuova straordinaria era.

Commenti

vottorio

Mer, 31/01/2018 - 22:22

quante chiacchiere inutili: vedremo dopo le elezioni se gli italiani che già ti avevano dato fiducia per oltre 20/anni hanno dimenticato.

VittorioMar

Mer, 31/01/2018 - 22:27

..LA COSA PIU' IMPORTANTE PER L'ELETTORE E' AVERE IL "BUGIARDINO" E LE INFORMAZIONI PER L'USO ..I DOSAGGI...E LE CONTRO INDICAZIONI E POSSIBILI EFFETTI INDESIDERATI SUL VOTO.!!..LE TERAPIE LE CONOSCIAMO !!

lorenzovan

Gio, 01/02/2018 - 00:01

ma alla fine a Brunetta il premio Nobel per l'economia l'hanno dato o no???'lololololo...mi sa che e' piu' facile che prenda l'Oscar inuna revisione di BIancaneve

hornblower

Gio, 01/02/2018 - 00:06

Brunetta, scrivere "Associato a uno sfoltimento significativo delle spese fiscali non connesse all'Irpef (che valgono, in totale, qualcosa come 140 miliardi di euro)", significa che quello che dai con una mano lo togli con l'altra. Significa che, se riduci la spesa pubblica, riduci anche il PIL e che quindi, riducendo il denominatore, ottiene l'aumento del rapporto debito/PIL. Elementare Watson !!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 01/02/2018 - 00:54

I komunisti pensano che i l23 % sia solo per i ricchi. Farglielo capire che è per tutti è impossibile, non ci arrivano. Questione di q.i. E il bello che pensano e sono convinti di essere superiori agli altri. Invece mai stati così inferiori.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 01/02/2018 - 00:54

I komunisti pensano che il 23 % sia solo per i ricchi. Farglielo capire che è per tutti è impossibile, non ci arrivano. Questione di q.i. E il bello che pensano e sono convinti di essere superiori agli altri. Invece mai stati così inferiori.

mcm3

Gio, 01/02/2018 - 05:55

Una ricetta nuova ?? ma fino a ieri che faceva, pensava solo alle varie leggi ad personam, ora inventa balle perche' in campagna elettorale...

Popi46

Gio, 01/02/2018 - 06:16

Vivo in un piccolo paese della Toscana "rossa". Bene,tutti,e dico tutti,i commercianti,gli artigiani e gli agricoltori del posto (industriali in senso stretto non ve ne sono) sono favorevoli alla flat tax. Si sa che una rondine non fa primavera, ma forse a questo giro un simbololico granellino può trasformarsi in una rivoluzione. Spero.

sereni

Gio, 01/02/2018 - 07:02

Solito titolo truffa! dove sono le coperture? Solo pensieri, non conti!

mcm3

Gio, 01/02/2018 - 07:09

Brunetta, sono quasi 30 anni che fa politica al fianco di Berlusconi, solo oggi avete scoperto questa nuova ricetta ? Perche' non l'avete fatta prima ? Troppo plresi ad emettere leggi ad personam per salvatre il cavaliere ? Ora, in campagna elettorale, come vostro solito, ricominciate a raccontare tante belòle favole. consapevoli di non poter realizzare nessuana delle promesse che state facendo, gia' avete studiato le scuse per cercare di giustificare la non realizzazione delle vostre chiacchiere

cicero08

Gio, 01/02/2018 - 07:50

niente da fare. Non mi convince. Il mio voto è per Cetto La Qualunque che assicura l'assunzione di un forestale per ogni albero...

Pigi

Gio, 01/02/2018 - 08:10

Ripeto detrazsoni e deduzioni, quelle che vorrebbe eliminare Brunetta, riguardano soprattutto le ristrutturazioni edilizie e la previdenza complementare. Anche se le dovessero eliminare completamente, questo può valere unicamente per il futuro, perché non può riguardare chi abbia già ristrutturato un immobile e ripartisce la detrazione in dieci anni. Oppure chi abbia stipulato una pensione integrativa, che dovrà usufruire della deduzione prevista quando è stato stipulato il contratto. Quindi detrazioni e deduzioni rimarranno nel bilancio per diversi anni ancora. Brunetta non lo dice, quindi due sono le possibilità: lo ignora oppure mente. Non si sa cosa sia meglio.

Giorgio1952

Gio, 01/02/2018 - 09:11

Alan Friedman ad Agorà, ha detto che la Flat tax è una proposta irrealizzabile, favorisce i ricchi a scapito del ceto medio e non aiuta per nulla i meno abbienti, a livello teorico contribuirebbe a ridurre l’evasione fiscale tuttavia l’evidenza economica suggerisce che l’impatto dell’aliquota unica sulle casse pubbliche possa essere rilevante e talvolta abbastanza dispendioso nel breve termine. una riforma che costerebbe dai 40 ai 50 miliardi l'anno senza alcuna copertura. Ricordo che Friedman è colui che ha scritto dei complotti contro il Cav, dovrebbe quindi essere credibile per il Cdx, Friedman ha concluso dicendo che la Flat tax è una proposta demagogica e populista.

cicero08

Gio, 01/02/2018 - 09:39

insisto: Cetto La Qualunque (oggi su Agorà di RAI 3) non vuol sentire parlare di tasse ed in più dice che realizzerà il ponte sullo Stretto. E' proprio imbattibile!!!

Pigi

Gio, 01/02/2018 - 12:42

Aggiungo: eliminare le detrazioni giá maturate dicendo che confluirebbero nella quota esente è solo un furto. Si tratta di un sistema a due aliquote, zero fino a 12.000 euro, 23% oltre. Cambiare nome non modifica la sostanza: non riconoscere le detrazioni giá matutate equivale al default. Non provateci.