Cibi e farmaci in regola: dipende anche dal viaggio

Gli attacchi al cibo Made in Italy arrivano da più parti. Grazie anche al web, che rappresenta un'arma efficace per smascherare le contraffazioni nelle vendite online, sono stati scoperti cibi dai nomi liberamente ispirati alle nostre eccellenze. Se questi sono i nemici, derivanti da una concorrenza sleale che arriva dall'esterno, altri pericoli per i consumatori sono legati al cibo. La vendita di lotti scaduti è solo l'esempio più tangibile, mentre sono meno evidenti, ma non per questo da sottovalutare, gli inconvenienti che derivano da un trasporto di scarsa qualità degli alimenti. Non bisogna infatti dimenticare che il mantenimento delle caratteristiche organolettiche, ma anche la sicurezza igienico-sanitaria, possono essere fortemente condizionati dal trasporto. Senza che il consumatore finale abbia la possibilità di sapere se il prodotto che arriva sulla sua tavola ha seguito un percorso ideale, o sia stato sottoposto a sbalzi di temperature o a sollecitazioni che potrebbero alterarne il gusto e l'aspetto nel migliore dei casi. Questo tema, fino a oggi sottovalutato, è stato al centro di Food'n'Motion, uno dei cardini della recente manifestazione truckEmotion. Bisogna considerare che i controlli in materia di alimenti, ma la problematica può essere estesa anche al settore farmaceutico, sono concentrati nella parte iniziale e finale della filiera. Mentre aspetti critici si possono verificare nel trasferimento dal luogo di produzione ai nodi logistici all'interno del nostro territorio, senza dimenticare le escursioni termiche di oltre 40 gradi, e le vibrazioni, che possono subire gli alimenti provenienti da altri continenti, durante un viaggio aereo o via mare. Muovere un prodotto da un estremo all'altro della terra è costoso e difficile, ma la complessità cresce se il prodotto è deperibile. Ed è per questo che da semplice operazione di spostamento si sta trasformando in un'attività multidisciplinare che coinvolge ingegneri, matematici, agronomi, scienziati degli alimenti, studiosi del clima e microbiologici. L'obiettivo è quello di arrivare preparati all'appuntamento del 2018, quando si stima che nel mondo saranno movimentati 216 milioni di tonnellate di merci deperibili.