Cin cin, prosit o salute Anche il vino apre il suo padiglione

Oggi l'inaugurazione dello spazio di 2mila metri quadrati: con 10 euro, tre degustazioni e un bicchiere

È uno degli ultimi padiglioni dell'Expo ad aprire, ma è forse il più atteso. Il minimo che ci si possa attendere è che venga inaugurato con un brindisi. Cin. Cin. È quello del vino, ça va sans dire . Anzi no, qui meglio non parlare francese, lingua dei nostri cuginastri concorrenti nel bicchiere.

Quindi si apre. Ari-cincin. L'attesa è finita. Perché il padiglione del vigneto Italia è uno dei più attesi, sin da prima dell'apertura dell'Expo, un po' anche perché si sa, con il nettare di Bacco non bisogna aver fretta, perbacco. Tanto che chi ha avuto modo di visitarlo in anteprima se ne vanta come se avesse visto la stagione 4 di House of Cards e ne spoilera volentieri. Tra questi, al proposito, l'ambasciatore Usa in Italia John Robert Philips, che all'uscita sbigottì ebbro di tanta abbondanza: «Mai viste tante etichette in un solo luogo».

E allora eccoci. Taglio del nastro oggi. Il padiglione, voluto dal ministero dell'Agricoltura e organizzato da VeronaFiere, l'ente che organizza il Vinitaly (non l'ultima sagra di paese) ha una superficie di 2mila metri quadrati e si trova in un punto strategico dell'Expo, all'incrocio tra cardo e decumano, sull'arteria centrale che porta verso la Lake Arena; un padiglione indipendente, contiguo all'area della Comunità Europea e proprio di fronte a Palazzo Italia e al padiglione delle Regioni, tutti spazi che insieme ai due blocchi situati al di là del cardo costituiscono lo spazio del Padiglione Italia. A disegnarlo ci ha pensato l'architetto Italo Rota, che fuori ha voluto un grande acino che fin quando è stato incompleto ha suscitato un po' di ilarità per la sua somiglianza con una melanzana ma che ora, completato, fa dannatamente bene il suo lavoro di mascotte rubaocci. Dentro Rota si è sbizzarrito tra elementi classici e pop, rinascimentali e hi tech , a rappresentare il connubio tra tradizione e innovazione che è la Weltanschauung del vino. C'è il simbolo pop dell'amore, la statua di Giulietta portata da Verona, che sarà ricoperta da post-it un po' smielati in stile «Wine is love».

Ma che cosa c'è dentro questa smisurata botte asciutta (ma non troppo)? Il percorso espositivo si articola in tre sezioni. Al piano terra si vivrà un'esperienza per lo più emozionale: un viaggio multimediale tra i territori dell'Italia del vino dalla Val d'Aosta a Pantelleria, nelle varie fasi della produzione dalla vigna all'imbottigliamento, in tutti i sensi del vino, che non sono solo l'olfatto e il gusto, ma anche la vista.

Una scenografica scalinata avvolta in acini multicolori e foglie-schermo sulle quali saranno proiettate immagini simbolo dell'enologia italiana, conduce al primo piano, dove si svolgerà l'attività più attesa, quella di degustazione dei vini delle aziende, dei consorzi e dei territori che si alterneranno nelle aree dedicate; e dei vini della biblioteca liquida, che potranno essere assaggiati sia autonomamente sia guidati da sommelier professionisti che illustreranno le caratteristiche organolettiche di ogni prodotto. Allo spazio si accede pagando 10 euro un voucher che dà diritto a tre degustazioni e a un bicchiere. Ci sarà anche uno spazio per l'acquisto delle bottiglie in degustazione attraverso una piattaforma web che consegnerà il vino ovunque. Infine c'è la terrazza, che sarà attrezzata con una sala per masterclass e winetasting e una vip lounge . Cin cin. Anzi, prosit. Anzi, salute.