Cina, perché i telefoni 5G possono essere un'arma

Gli Stati Uniti sono vicini a scatenare la guerra con la Cina per la tecnologia 5G. Ossia le piattaforme tecnologiche che supporteranno lo sviluppo delle nuove reti per gli smartphone e i servizi del futuro. Ma perché una nazione come gli Usa ha tanta paura dei giganti (...)

(...) cinesi, Huawei e Zte, che sono le principali depositarie di questa tecnologia?

Il motivo è questo: il 5G non è solo una rete per la telefonia mobile, dove transitano voce e dati. Facciamo un passo indietro: la connettività da mobile dipende attualmente da una rete composta da «celle», che rendono possibile il collegamento a Internet.

Ma se nel 4G odierno ogni singola cella può trasferire dati pari a 1 Gb, con il nuovo 5G ciascuna di queste avrà una velocità fino a 20 Gb. In parole povere, il 5G sarà fino a 20 volte più veloce della attuale rete 4G.

Tutta questa potenza, permetterà di trasformare l'infrastruttura in un «hub», ossia un «centro», tramite il quale si potranno comandare moltissimi oggetti «smart».

L'intelligenza artificiale, la realtà virtuale e quella aumentata, la robotica, l'Internet of Things e la sensoristica sono quindi solo alcuni dei settori interessati dall'avvento del 5G.

Facciamo qualche esempio pratico. Il 5G fornirà la tecnologia necessaria per permettere a bus, taxi e automobili in genere di arrivare alla destinazione prefissata senza avere nessuno alla guida.

Certo il progetto non sarà di facile realizzazione ma, in futuro, se un hacker si infiltrasse nel sistema, potrebbe causare incidenti a catena.

Dalla mobilità a un altro settore molto delicato: quello della sanità. Qui le connessioni ultra-veloci potranno supportare l'attività di chirurghi robot e quella di medici chiamati a eseguire diagnosi o interventi su pazienti da remoto.

Anche in questo caso se qualcuno prendesse il controllo della rete dall'esterno, gli esiti sarebbero disastrosi.

Non solo, tramite la rete 5G sarà possibile per esempio comandare una intera catena di montaggio robotizzata. E quindi, tramite una cosiddetta «backdoors», qualcuno potrebbe cercare di bloccarla. O peggio far compiere agli automi gesti dannosi per l'industria stessa.

Ma non basta perché lo sviluppo di sensori, telecamere e dispositivi connessi tra loro (in gergo «Iot») sta cambiando anche impianti di produzione, porti e magazzini, comunicando in modo integrato su un'unica infrastruttura di rete intelligente. Ovvio che un blocco di qualunque genere potrebbe portare problemi e perdite per tutti i Paesi e le aziende interessate.

Gli ambiti di applicazione della tecnologia 5G sono dunque i più disparati, ma c'è un denominatore comune: far viaggiare e scambiare in tempi velocissimi enormi quantità di informazioni in formato digitale (compresi audio, video e immagini) a distanza.

Il risultato sarà la generazione di triliardi di dati sensibili. Chi li possiederà potrà «predire» i comportamenti di gran parte degli abitanti del pianeta. E dunque, anche senza ipotizzare scenari catastrofici - con un «grande fratello» capace di spegnere la luce con un clic in tutte le case del mondo o prendere il controllo degli elettrodomestici facendoli impazzire - entrare in possesso di questa mole di informazioni potrebbe dare una certa supremazia.

Un po' come già oggi accade, pur su una scala diversa, con realtà del calibro di Facebook, Amazon, Google o Apple, che sono spesso ritenute in grado di influenzare non solamente le scelte economiche, ossia gli acquisti, delle famiglie ma a volte financo gli orientamenti politici dei suoi membri.

Ma l'avvento del 5G non si può fermare. Dunque tocca ai legislatori e agli Stati creare norme ad hoc per contenerne i rischi connessi e impedire ogni possibile abuso.