Cinghie appuntite e frustate: "I miei 30 anni nell'Opus Dei"

Antonio Esquivias ha passato 30 anni nell'Opus Dei. Poi è uscito e ha deciso di raccontare la sua esperienza: "La mia prima esperienza sessuale a 44 anni"

Antonio Esquivias ha passato 30 anni nell'Opus Dei. Poi è uscito e ha deciso di raccontare la sua esperienza, i dolori sopportati, una "vita diversa" da quella che vive ora. Sì, perché dopo aver abbandonato l'organizzazione cattolica si è gettato su una sponda del tutto opposta: ha sposato una musulmana, lui (ex) cattolico integralista, e pure divorziata.

"La verità - ha scritto in un articolo per Vice -è che non mi sarei mai immaginato una vita così diversa da quella che conducevo nell'Opus, di cui sono entrato a fare parte a 16 anni. E questo perché finché ci sei dentro ti identifichi in una vita in cui tutto è regolamentato, previsto e controllato". Una vita controllata, regolare, contraddistinta dalle regole. Sveglia presto, poi i primi rituali che l'avrebbero accompagnato fino alla sera. "La prima offerta del giorno: baciare il pavimento e recitare "Serviam!", che significa "Servirò," rivolto sia a Dio che all'Opus Dei. La seconda azione era una doccia gelata come offerta al fondatore dell'Opus". Poi la vita che conducono un po' tutti gli ordini monastici: le preghiere, la messa, la colazione, lo studio, l'angelus, le letture spirituali e le preghiere pomeridiane. L'Opus lo aveva fatto iscrivere alla facoltà di Ingengeria Agraria e lì seguiva le sue lezioni. Poi le preghiere serali, tre Ave Maria della purezza e il letto. Per poi ricominciare il giorno successivo.

Ciò che più di ogni altra cosa sta creando scompiglio del racconto di Antonio sono le "mortificazioni" corporali che venivano imposte "per controllare le necessità di base". "Per venti secoli il corpo e le sue sensazioni con la sessualità e la capacità di provare piacere - spiega Antonio - hanno rappresentato il grande nemico del cristianesimo, e nell'Opus è tuttora così. L'obiettivo, puro e semplice, è desensibilizzare le necessità di base". Due tipologie di mortificazioni: quelle "piccole" e quelle "corporali". Le prime sono rinunce quotidiane che devono allontanare il piacere: "Per esempio - racconta - non zuccherare il caffè, non bere fino al secondo o non bere affatto durante i pasti. Così come non appoggiare la schiena allo schienale mentre si studia o si lavora" Poi le mortificazioni corporali: "Per due ore al giorno bisognava fare il cilicio, una cinghia di metallo provvista di punte da utilizzare sulla coscia, e una volta a settimana si passava alla disciplina: una frusta di corda intrecciata per la schiena. In più, sempre una volta a settimana, i numerari uomini devono dormire per terra, e le donne, tutte le notti, su una tavola di legno".

Ovviamente, una volta entrati nell'Opus si rinuncia ad ogni ricchezza e la gestione economica della vita di ogni membro è gestita dall'economo del centro in cui si vive. Secondo quanto afferma Antonio, all'interno delle comunità esiste un archivio gestito dall'Ufficio della Direzione Spirituale Spagnola che classifica i libri in base alla maturità che ogni membro deve avere per poterlo leggere. Per quelli più "complessi", dal livello 4 al 6, bisognava chiedere l'autorizzazione direttamente all'Ufficio centrlae. "Per esempio - racconta Antonio - io mi trovai a chiedere il permesso per leggere un libro di Ratzinger, che poi sarebbe diventato papa, perché era considerato un testo che si allontanava dalla dottrina dell'Opus".

La cosa che più ha segnato Antonio nei suoi 30 anni nell'organizzazione è stata però la sfera della sessualità. "Si usa il termine "purezza" - racconta - E la scelta della parola è eloquente, perché qualunque cosa può essere "impuro", soprattutto tra i membri numerari, che non si sposano. (...) È in questo ambito che più pesano la desensibilizzazione e la spersonalizzazione, fino a soffocare la sessualità ancora prima che questa si manifesti. Per questo, il mio primo contatto col sesso è avvenuto a 44 anni, quando ero già uscito dall'Opus, e la mia prima masturbazione è arrivata anche più tardi, perché era una cosa che avevo demonizzato per troppo tempo".

Quando Antonio ha iniziato a protestare per quelle regole che considerava assurde, sarebbe stato in qualche modo messo in un angolo. E così ha deciso di uscire dall'Opus Dei e rifarsi una vita. Con una moglie e due figli. "Oggi mi godo la mia nuova vita normale - conclude - (...) Quando sono uscito dall'Opus ho dovuto scoprire chi ero, che cosa mi piaceva. Abituato a mangiare ciò che mi veniva messo nel piatto, non sapevo cosa ordinare al ristorante, perché non sapevo cosa mi piaceva. La spersonalizzazione dell'Opus Dei arriva fino a questo punto".

Commenti

scarface

Mer, 04/01/2017 - 15:27

Dalla padella alla brace !!

Ritratto di orione1950

orione1950

Mer, 04/01/2017 - 15:37

e poi parlano dei fanatici delle altre religioni! Imporre tutto questo non é peccato per i cattolici?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 04/01/2017 - 15:41

Se un laico proprio non vuole abbassare la gobba ne per studiare, ne lavorare, può sempre fare l'"intellettuale di sinistra".

ILpiciul

Mer, 04/01/2017 - 15:42

E' come la finta contrapposizione politica creata solo per infinocchiare e tenere occupata la base a scannarsi mentre gli apici........culo e camicia o asola e bottone, è lo stesso. Svegliàààti fummo.

ILpiciul

Mer, 04/01/2017 - 15:43

Però scarface ha un po' ragione.

routier

Mer, 04/01/2017 - 16:10

La mortificazione corporale, secondo alcuni, aumenta la capacita' di astrazione. Per me ottunde solo il cervello.

rudyger

Mer, 04/01/2017 - 16:26

Mah ! ma di quale Opus Dei si parla? Non è l'Opus Dei l'altimassoneria? ma per 40 anni questo signore era figlio di nessuno? ho dei dubbi.

seccatissimo

Mer, 04/01/2017 - 18:33

"Opus Dei" = cose da imbecilli rintronati !

venco

Mer, 04/01/2017 - 18:59

Sicuramente questa Opus-dei è una organizzazione perversa in mano a gente che non sa il vero spirito cristiano.

sparviero51

Mer, 04/01/2017 - 20:33

PRETI E COMUNISTI SONO DUE FACCE DELLA STESSA MONETA,NON VOGLIONO IL PROGRESSO DELL'UMANITÀ BENSÌ IL CONTROLLO DEI CERVELLI !!!

Trinky

Mer, 04/01/2017 - 22:50

Ripeto: ma ci sta ancora qualche beota che entra in questa associazione a delinquere? Quella della doccia fredda è la battuta più bella d'inizio anno

Ritratto di faustopaolo

faustopaolo

Mer, 04/01/2017 - 23:43

Non credo una parola di tutto quello che ho letto.

Gianca59

Gio, 05/01/2017 - 01:23

Ma davvero i raccomandati dell opus dei che girano nelle aziende italiane di sottopongono a queste torture ?

Angelo664

Gio, 05/01/2017 - 10:07

Dopo ti chiedi come nascono certi pervertiti. Ti privi dei piaceri del sesso per 30 anni e diventi un pervertito represso di sicuro. Vedi quello che succede nella chiesa, preti pedofili, preti che con le parrocchiane fanno di tutto conoscendone le debolezze dal segreto del confessionale ecc ecc. Poi ti vengono a dire che non devi divorziare ma loro non hanno mail provato ad essere sposati sempre con la stessa persona per 20 anni...

paomoto

Gio, 05/01/2017 - 11:18

Boiate per gonzi abituati (male) ai libretti di Dan Brown. Ma ovviamente un libro deve vendere per cui cosa ficcarci di meglio che un po' di morbosità e violenza? Se no chi se lo beve?

libro_aperto

Mar, 23/05/2017 - 17:54

Sono appena uscito dall'Opus Dei, come numerario, dopo 30 anni. Quel che è scritto qui sopra è davvero triste e distortamente falso. Per fortuna chi la conosce spazza via queste brutte idee, gli altri non possono che cercare di leggere anche altre campane, se proprio vogliono cercare di saperne di più. Altrimenti c'è ben poco da fare, di fronte a certe affermazioni che uno non può controllare.